Un orrore invisibile: la violenza psicologica

Quando si parla di abusi sulle donne si pensa a una violenza fisica ma non è l’unica che si può subire, c’è un pericolo più subdolo che può nascere in famiglia o sul posto di lavoro…

La donna è vittima incontrastata sia di violenze fisiche da parte dell’uomo, ma soprattutto di violenza psicologiche. Quest’ultime non lasciano segni visibili sul corpo ma sono da considerare tra gli abusi e maltrattamenti che lasciano segni permanenti e devastanti.

Violenza psicologica sulle donne

Sono troppe le notizie che ci arrivano tutti i giorni dai media e dalla carta stampata di donne vittime dei loro partner, mariti, fidanzati ma, a volte, a anche datori di lavoro, perpetuate in modo subdolo per mesi e addirittura anni. Solitamente sono le mura domestiche il teatro di questi orrori dove la donna subisce maltrattamenti morali, vessazioni, insulti più o meno sottili che vanno a danneggiare la loro mente annientandone e alterandone la personalità rendendola fragile, impaurita e insicura.
La violenza psicologica come abbiamo visto può assumere forme diverse tra cui anche una svalorizzazione della persona a livello economico facendola sentire inadeguata e completamente dipendente dall’uomo che detiene il potere, i soldi e il dominio totale.
A volte l’uomo colpisce gli affetti più cari di una donna quali i figli dicendogli che è una cattiva madre, limita il raggio d’azione impedendo alla donna di vedere o frequentare altre persone tra cui amici e familiari, facendole terra bruciata intorno e isolandola dal resto del mondo. A volte sono invece i silenzi colmi di rabbia e disprezzo alternati a parole pungenti ciò che mina l’autostima della vittima in modo costante nel tempo. Ci possono poi essere esplosioni di gelosia da parte di questi uomini che rendono la vita impossibile alle loro vittime, che si rinchiudono come bozzoli tra le mura di casa, casa che diventa per loro una vera e propria prigione.
L’uomo toglie alla donna qualsiasi possibilità di giudizio e di espressione, agendo sui suoi punti deboli e mettendo in dubbio le sue capacità di decisione. Ogni scambio relazionale all’interno della coppia si trasforma in un conflitto più o meno aperto, da cui la vittima ne esce quasi sempre sconfitta, destabilizzata e dominata in tutto dall’uomo che diventa il suo padrone indiscusso.
Le donne all’inizio si sforzano e tentano di essere comprensive, scusando il proprio uomo per amore. Successivamente pensano di essere le uniche a poterlo capire, arrivando a giustificare il male che l’uomo compie. Le donne imbrigliate in una relazione così deviata, manifestano il loro disagio facendo “parlare” il corpo attraverso vari sintomi quali spossatezza, apatia a cui spesso si associano disturbi dell’umore quali una depressione più o meno marcata.
Si può uscire da tutte queste brutture e torture psicologiche? Si può, si deve e anche in fretta.

A chi rivolgersi?

La paura deve lasciar il posto alla forza di reagire chiedendo aiuto agli altri, a chiunque possa aiutarci, un vicino, un conoscente, ecc… o telefonando al 1522, un numero utile messo a disposizione dal dipartimento per le pari opportunità, e successivamente raccontare senza vergogna quello che si sta subendo in modo da poter essere salvate e ritornare a vivere una vita sana e dignitosa. Oppure cercate il centro antiviolenza più vicino a casa consultando il sito direcontrolaviolenza.it.

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