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Alluvione Sardegna, molte delle cause dipendono dall’uomo

Il dato emerge dall’Annuario ISPRA in cui alcuni geologi hanno sottolineato che fra le cause preminenti della scorsa alluvione avvenuta in Sardegna sussistono fattori determinati dalla mano umana. Fra questi fattori ci sono gli incendi dolosi e l’urbanizzazione sfrenata e dunque non è solo colpa delle copiose piogge. Dalla relazione riportata sull’annuario emerge che in Italia circa sei milioni di abitanti sono quotidianamente esposti al pericolo alluvionale e di questi circa un milione sono costantemente sottoposti a fenomeni franosi. Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi afferma: “Il probabile aumento delle temperature potrebbe, inoltre, portare in Europa a inondazioni più frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non è solo per colpa dei cambiamenti climatici. Non è solo colpa dei cambiamenti climatici perché ad esempio l’urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. Non solo: i dati Ispra indicano che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli. Per non parlare degli incendi, il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. ‘Da tempo i geologi chiedono l’istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche così come fece la Commissione De Marchi”.
Ma comunque stando a quanto asserisco i meteorologi, ciò che ha innescato il ciclone proveniente dalle regioni artiche e che ha colpito nei giorni scorsi la Sardegna, è stato quello che viene definito un fenomeno inusuale e si è trattato di una bolla isolata di aria fredda che a sua volta ha fatto precipitare sull’isola una quantità di pioggia pari a 459 mm rispetto ai 900 mm di media annuale. Lo stesso Alfonso Sutera, del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma ha dichiarato: “La bolla di aria fredda, dal raggio compreso fra 300 e 400 chilometri, si è staccata dalla perturbazione ed è penetrata nel Mediterraneo”, spiega l’esperto. Una volta nel Mediterraneo, la bolla è stata spinta dal vento verso Est e ha raggiunto la Spagna, portando maltempo. In seguito il vento ha cambiato direzione ed è allora che la bolla ha risentito dell’afflusso di aria umida e calda proveniente dall’Africa. In questo periodo dell’anno il Mediterraneo è ancora caldo e l’aria calda e umida ha rafforzato il ciclone”. Purtroppo, arrivato sulla Sardegna, il ciclone ha toccato terra, scaricando tutta la sua forza. Ad innescare un fenomeno così inconsueto e vasto ha contributo anche il fatto che la Sardegna è una regione montuosa. Il Mediterraneo è un’area metastabile, vale a dire che non ha caratteristiche tali per sollevare velocemente le particelle di aria umida. I monti hanno quindi contribuito a trasportare in alto l’aria umida, continuando ad alimentare la forza del ciclone”.
CL

Londra, italiana costretta a partorire. Le tolgono la figlia

Tragedia in Gran Bretagna per un’italiana. Nel 2012 la donna, che si trovava nell’Essex per un corso di addestramento, ha sofferto di un attacco di depressione mentre era incinta. I servizi sociali hanno ottenuto un ordine dei giudici per sedare la donna, sottoporla ad un parto cesareo, dopo il quale hanno posto in adozione la figlia, che oggi ha 15 mesi, escludendo di riaffidarla alla legittima madre. E ora il caso è diventato uno scontro diplomatico tra Italia e Gran Bretagna.

MANDATA IN CLINICA PSICHIATRICA – Secondo il Sunday Telegraph, la piccola è stata “rimossa con forza dal suo grembo mediante un taglio cesareo, autorizzato da un giudice”. Il giudice, infatti, era convinto che la donna aveva subito un episodio di crisi depressiva persindrome bipolare, per non aver preso i farmaci. Era stata la stessa donna a chiamare la polizia per aver aiuto. Ma gli agenti l’hanno trasportata non in un normale ospedale ma in un clinica psichiatrica dove è stata trattata come un paziente con gravi problemi mentali. Dopo 5 settimane dall’inizio del ricovero la decisione dei medici di procedere al cesareo e all’affido ai servizio sociali della piccola Le autorità locali hanno assicurato di aver agito nell’interesse della madre, in quanto la donna aveva problemi psichiatrici. La bambina, che ora ha 15 mesi, è sotto la tutela dei servizi sociali britannici e per agire hanno ottenuto un permesso dell’Alta Corte, che ha consentito loro di far sedare la giovane e prelevare il bimbo dal suo grembo.

UN CASO SENZA PRECEDENTI – Ma per i legali della donna si tratta di un caso “senza precedenti”, anche perché non è stata consultata in anticipo né la famiglia della donna, né coinvolto i servizi sociali italiani, che avrebbero dovuto prendersi cura eventualmente del bimbo dopo la nascita. I servizi sociali britannici rifiutano di restituire la bambina alla madre, anche se la donna sostiene che ora sta bene. Anzi, per i giudici il bambino dovrà essere dato in adozione per il rischio che la donna possa subire una ricaduta. Secondo quanto riportato dal Telegraph il caso è stato sollevato anche davanti ai giudici italiani, che hanno messo in discussione il motivo per cui questo procedimento sia stato applicato al figlio di un cittadino italiano con “residenza abituale” in Italia.

http://www.affaritaliani.it/cronache/londra-italiana-costretta-partorire-tolgono-figlia021213.html

 

 

Equitalia, quando un suicidio non basta

Giuseppe Campaniello artigiano morto suicida il 28 marzo 2012 e che viveva a Bologna con la moglie a causa dei debiti di cui Equitalia gli aveva chiesto la riscossione, oggi si rivolterà nella tomba e nemmeno la morte è riuscita a dargli pace. Infatti la vedova, Tiziana Marrone, si è vista recapitare dall’ente di riscossione una cartella di 60mila euro relativi all’esercizio artigianale del marito degli anni 2005-2007. La donna che oggi vive con la pensione di reversibilità pari a circa 500 euro mensili del marito, non riesce a credere che quanto stia accadendo sia vero. In una delle interviste che la donna ha tenuto in questi giorni, il suo scoramento davanti a quella che viene definita un’autentica ingiustizia è grande e con voce rotta dalla tristezza ha asserito che a Equitalia e dunque allo Stato italiano a nulla è servito l’estremo sacrificio di suo marito che si dette fuoco davanti ai palazzi della Commissione Tributaria di Bologna, morendo pochi giorni dopo a causa delle ustioni riportate. Equitalia si giustifica affermando che tali debiti sono stati ereditati dalla moglie di Campaniello in quanto ella accettando l’eredità del marito coi relativi benefici, ha anche accettato l’assunzione del debito residuo. Tiziana Marrone ha dichiarato: “Sono senza pietà, io non c’entro niente col lavoro di mio marito. Non ho i soldi per pagare quella cifra, al momento non ho neanche un lavoro”. Ma vediamo chi è Equitalia, chi l’ha voluta, dunque istituita e per quali motivi – Equitalia è la società pubblica (51% Agenzia delle Entrate, 49% INPS) italiana incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio, ad eccezione della Sicilia. Con la costituzione di Riscossione S.p.A., che nel 2007 ha preso come nome Equitalia S.p.A. il servizio della riscossione dei tributi è tornato in mano pubblica. La riforma della riscossione è avvenuta con l’entrata in vigore dell’art. 3 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203 deliberato dal Governo Berlusconi III, convertito con modificazioni nella L. 2 dicembre 2005, n. 248. Fino al 30 settembre 2006 la riscossione era affidata in concessione a privati (prevalentemente banche), in numero di circa 40. Con il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 il Governo Prodi II autorizza Riscossione S.p.A. ad utilizzare i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Equitalia dalla sua costituzione, con una campagna di acquisizioni e fusioni, ha ridotto a tre il numero degli agenti della riscossione. In particolare, nell’aprile 2009 l’ambito di Genova passa da Equitalia Polis S.p.A ad Equitalia Sestri S.p.A. e l’ambito di Salerno passa da Equitalia Etr S.p.A. ad Equitalia Polis S.p.A.
Ecco la storia. A maggio Equitalia Gerit S.p.A. acquista Equitalia Frosinone S.p.A., a giugno, Equitalia Etr S.p.A. incorpora Equitalia Foggia S.p.A., mentre l’ambito di Lucca passa da Equitalia SRT S.p.A. ad Equitalia Cerit S.p.A. A gennaio 2010 Equitalia Perugia S.p.A. ed Equitalia Terni S.p.A. si fondono, dando luogo a Equitalia Umbria S.p.A.
A gennaio 2011 Equitalia Etr S.p.A. incorpora Equitalia Lecce S.p.A. Con le operazioni societarie del 1º luglio e del 1º ottobre 2011 e la messa in liquidazione di Equitalia Basilicata S.p.A partecipata da privati, al 31 dicembre 2011 sono operative:
Equitalia Nord S.p.A.
Equitalia Centro S.p.A.
Equitalia Sud S.p.A.
Equitalia Giustizia S.p.A.
Equitalia Servizi S.p.A. incorporata nella capogruppo il 1/7/2013
Il Gruppo Equitalia esercita la riscossione dei tributi sull’intero territorio nazionale, esclusa la Sicilia. In particolare, Equitalia esercita sia la riscossione non da ruolo, che riguarda i versamenti diretti, per esempio, la riscossione dei versamenti unitari con compensazione mediante Mod. F24, la riscossione dei tributi e delle altre entrate versate con Mod. F23, la riscossione dell’ICI, sia la riscossione a mezzo ruolo, che è effettuata sulla base della notifica di una cartella di pagamento o altro avviso (accertamento esecutivo per i tributi erariali c.d. AVE o avviso di addebito per la riscossione dei contributi previdenziali INPS c.d. AVA).
Il Gruppo Equitalia si compone delle società Equitalia S.p.A. (capogruppo), delle società da essa controllare e di altri tre agenti della riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (Siciliaesclusa, la cui società si chiama Riscossioni Sicilia S.p.A.) (fino al 1º settembre 2012 denominata SERIT Sicilia S.p.A.).
Equitalia S.p.A. esercita funzioni prevalentemente strategiche, di indirizzo e controllo dell’attività degli agenti della riscossione, mentre gli agenti si occupano degli aspetti operativi, gestendo gli sportelli e i rapporti con i contribuenti e con gli enti.
Equitalia Servizi supporta gli agenti della riscossione sia come fornitore di soluzioni tecnologiche sia come interfaccia con gli enti.
Equitalia Giustizia si occupa della riscossione delle spese di giustizia e delle pene pecuniarie conseguenti ai provvedimenti giudiziari passati in giudicato o diventati definitivi dal 1º gennaio 2008, nonché della gestione provvisoria di libretti di risparmio e di titoli di credito sequestrati (in attesa della eventuale confisca definitiva con la eventuale sentenza di condanna definitiva), mentre le somme liquide sequestrate sono acquisite, con riserva di restituzione in caso di dissequestro od assoluzione definitiva.
Equitalia nel 2011 ha ottenuto ricavi per 1,10 miliardi di euro, di cui 1,03 miliardi derivanti dall’incasso di commissioni (aggi, rimborsi spese, ecc.) sull’attività di riscossione conto terzi. Margine operativo lordo di 62,5 milioni, risultato prima delle imposte negativo per 68,7 milioni, perdita dell’esercizio di 73,5 milioni.
In questo periodo ha riscosso crediti per 8,62 miliardi di euro, di cui 4,55 miliardi per conto dello Stato, 2,63 miliardi per conto di INPS e INAIL, 1,44 miliardi per conto di Regioni, Province, Comuni, Consorzi, ecc. I grandi debitori (coloro che sono iscritti a ruolo per importi superiori a 500.000 euro) sono 982 e da essi nel 2011 Equitalia ha riscosso 1,59 miliardi.
In definitiva Equitalia è un ente generato dallo Stato italiano affinché operi il recupero dei crediti che questo avanza coi suoi cittadini, rimane però sempre un dubbio, cioè: quelle centinaia di migliaia o anche milioni di euro che ditte, imprese e cittadini avanzano ancora dallo Stato italiano, in qualche caso anche da più di 20 anni, per i quali la popolazione non viene salvaguardata da alcun ente statale e deve dunque impantanarsi in lunghe ed estenuanti cause civili che spesso vengono anche archiviate. Per cui: Equitalia tutela lo stato riscuotendo i crediti, ma i cittadini italiani che avanzano crediti dallo Stato, chi li tutela?
 
I dati relativi agli incassi e alla storia di Equitalia sono stati tratti da: http://it.wikipedia.org/wiki/Equitalia
CL

RIFIUTA DI FARE SESSO A 3 CON IL CAPO E L’AMANTE: VIENE LICENZIATA. LA STORIA DI ELISABETTA -FOTO

Non fai sesso a tre? Allora perdi il posto. È quello che è capitato all’ingegnere Elisabetta Ferrante, che ha perso il posto in una multinazionale informatica di Torino, dopo aver rifiutato la ‘proposta indecente’ del suo nuovo direttore. Tutto inizia nel 2000, quando nell’azienda di Elisabetta arriva un nuovo direttore, che inizia a ricoprirla di attenzioni: avances esplicite, anche davanti ai colleghi fino a quella notte in Olanda. Il capo, che aveva portato l’amante nelviaggio di lavoro, propone ad Elisabetta un ‘menage a trois’ con loro. Ovviamente la donna rifiuta, ma poco dopo perde il posto di lavoro. In un’intervista su Tgcom, la 40enne confessa il suo calvario, lavorativo e legale: “Rifiutare è stata la mia rovina, ma quel tipo di proposta non era nelle mie corde. Anche se volevo fare carriera”. Elisabetta viene prima trasferita in un’altra sede, con la tutta la sua roba messa in uno scatolone, poi la malattia e il licenziamento definitivo: “Fu colpa del mobbing aziendale”. Adesso la sua battaglia la combatte su sei fronti legali, ma nonostante la Cassazione abbia confermato l’ipotesi di mobbing, non si è visto alcun risarcimento.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/sesso_a_tre_rfiuta_perde_lavoro_elisabetta_torino/notizie/380796.shtml

Chernobyl, ben visibili gli effetti incredibili sugli alberi

Effetti incredibili a decine di anni di distanza si possono rilevare negli alberi

Le continue fuoriuscite di radiazioni dall’impianto nucleare di Chernobyl  nel 1986 avevano un effetto estremamente negativo anche sugli alberi della zona: a rivelarlo uno studio effettuato in questi mesi sugli alberi locali.  I ricercatori hanno detto che gli effetti peggiori sono stati registrati nei “primi anni” e gli alberi sopravvissuti dovettero combattere una forte siccità nei mesi successivi all’accadimento dell’evento distruttivo.

Lo studio specifica inoltre che gli alberi più giovani erano quelli maggiormente esposti ai danneggiamenti esterni. Si tratta della prima ricerca che analizza gli effetti del disastro sull’ambiente circostante.  ”I nostri risultati del campo corrispondono esattamente a quelli precedenti a seguito di esperimenti fatti su campioni precedenti”,  ha spiegato il co-autore dello studio Tim Mousseau appartenente alla University of South Carolina, negli Stati Uniti.

“Molti degli alberi mostrano forme di crescita altamente anormali che riflettono gli effetti delle mutazioni e la morte cellulare risultante da esposizione a radiazioni.” Come si può anche notare dalla foto a fianco, infatti, il repentino e incredibile cambio di colore improvviso che presenta la corteccia interna.

http://www.centrometeoitaliano.it/chernobyl-ben-visibili-effetti-incredibili-alberi/

Violenza contro le donne

Violenza contro le donne

violenza acido donneviolenza conseguenzeLe donne sono esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie ed abusi sessuali, a stupri e a ricatti sessuali. In particolare verso le lesbiche sono agiti i cosiddetti ‘stupri correttivi’. In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti, matrimoni riparatori e/o costrette alla schiavitù sessuale, mentre altre vengono indotte alla prostituzione forzata e/o sono vittime di tratta

La violenza contro le donne è la violenza perpetrata contro le donne basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani.

Termine usato molto spesso per definire la violenza contro le donne è il termine violenza di genere che in una accezione più ampia abbraccia oltre che la violenza contro le donne anche quella contro un soggetto minorenne.
Questa terminologia è largamente usata sia a livello
istituzionale che da persone e associazioni di donne che operano nel settore.

Preliminarmente, possiamo osservare che:

«Parlare di violenza di genere in relazione alla diffusa violenza su donne e minori significa mettere in luce la dimensione “sessuata” del fenomeno in quanto manifestazione di un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne».

e quindi come «uno dei meccanismi sociali decisivi che costringono le donne a una posizione subordinata agli uomini»

La “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne” del 1993 all’art.1, descrive la violenza contro le donne come:

«Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata».

La violenza alle donne solo da pochi anni è diventato tema e dibattito pubblico, mancano politiche in contrasto alla violenza alle donne, ricerche, progetti di sensibilizzazione e di formazione. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è endemica, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. E il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.

Varie forme di violenza di genere

Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne, uomini e minori in vari modi ed in tutti i paesi del mondo. Esiste la violenza domestica esercitata soprattutto nell’ambito familiare o nella cerchia di conoscenti, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, delitti d’onore, uxoricidi passionali o premeditati. I bambini, gli adolescenti, ma in primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono sottoposte all’incesto.

Le donne sono esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie ed abusi sessuali, a stupri e a ricatti sessuali. In particolare verso le lesbiche sono agiti i cosiddetti “stupri correttivi”. In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti, matrimoni riparatori e/o costrette alla schiavitù sessuale, mentre altre vengono indotte alla prostituzione forzata e/o sono vittime di tratta. Altre forme di violenza sono le mutilazioni genitali femminili o altri tipi di mutilazioni come in un recente passato le fasciature dei piedi, le cosiddette “dowry death” (morte a causa della dote), l’uso dell’acido per sfigurare, lo stupro di guerra ed etnico.

Va citato il femminicidio che in alcuni paesi, come in India e in Cina, si concretizza nell’aborto selettivo (le donne vengono indotte a partorire solo figli maschi, perché più riconosciuti e accettati socialmente) mentre in altri addirittura nell’uccisione sistematica di donne adulte. Esistono infine violenze relative alla riproduzione (aborto forzato, sterilizzazione forzata, contraccezione negata, gravidanza forzata).

Conseguenze della violenza sulla salute delle donne

Nell’ambito del World report on violence and health l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), esaminando esclusivamente la violenza da parte del partner, ha pubblicato il seguente elenco di possibili conseguenze sulla salute delle donne

 

Fisiche Sessuali e riproduttive Psicologiche e comportamentali Conseguenze mortali
Lesioni addominali

  • Lividi e frustate
  • Sindromi da dolore cronico
  • Disabilità
  • Fibromialgie
  • Fratture
  • Disturbi gastrointestinali
  • Sindrome dell’intestino irritabile
  • Lacerazioni e abrasioni
  • Danni oculari
  • Funzione fisica ridotta
Disturbi ginecologici

  • Sterilità
  • Malattia infiammatoria pelvica
  • Complicazioni della gravidanza/aborto spontaneo
  • Disfunzioni sessuali
  • Malattie a trasmissione sessuale, compreso HIV/AIDS
  • Aborto in condizioni di rischio
  • Gravidanze indesiderate
  • Abuso di alcool e droghe
  • Depressione e ansia
  • Disturbi dell’alimentazione e del sonno
  • Sensi di vergogna e di colpa
  • Fobie e attacchi di panico
  • Inattività fisica
  • Scarsa autostima
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Disturbi psicosomatici
  • Fumo
  • Comportamento suicida e autolesionista
  • Comportamenti sessuali a rischio
  • Mortalità legata all’AIDS
  • Mortalità materna
  • Omicidio
  • Suicidio

Storia

A partire dagli anni settanta del XX secolo il movimento delle donne e il femminismo in Occidente hanno iniziato a mobilitarsi contro la violenza di genere, sia per quanto riguarda lo stupro sia per quanto riguarda il maltrattamento e la violenza domestica. Il movimento ha messo in discussione la famiglia patriarcale e il ruolo dell’uomo nella sua funzione di “marito/padre-padrone”, non volendo più accettare alcuna forma di violenza esercitata sulla donna fuori o dentro la famiglia.

La violenza alle donne – in qualunque forma si presenti, e in particolare quando si tratta di violenza intrafamiliare – è uno dei fenomeni sociali più nascosti; è considerato come punta dell’iceberg dell’esercizio di potere e controllo dell’uomo sulla donna e si estrinseca in diverse forme come violenza fisica, psicologica e sessuale, fuori e dentro la famiglia.

Già negli anni settanta le donne hanno istituito i primi Centri antiviolenza e le Case delle donne per ospitare donne che hanno subito violenza e che potevano trovare ospitalità nelle case rifugio gestite dalle associazioni di donne.

Statistiche

Nel 2006, l’ISTAT ha eseguito un’indagine per via telefonica su tutto il territorio nazionale, raccogliendo i seguenti risultati:

  • Le donne tra i 16 e i 70 anni che dichiarano di essere state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 mila, cioè il 31,9% della popolazione femminile; considerando il solo stupro, la percentuale è del 4,8% (oltre un milione di donne).
  • Il 14,3% delle donne afferma di essere stata oggetto di violenze da parte del partner: per la precisione, il 12% di violenza fisica e il 6,1% di violenza sessuale. Del rimanente 24,7% (violenze provenienti da conoscenti o estranei), si contano 9,8% di violenze fisiche e 20,4% di violenza sessuale. Per quanto riguarda gli stupri, il 2,4% delle donne afferma di essere stata violentata dal partner e il 2,9% da altre persone.
  • Il 93% delle donne che afferma di aver subito violenze dal coniuge ha dichiarato di non aver denunciato i fatti all’Autorità; la percentuale sale al 96% se l’autore della violenza non è il partner.

Nell’ambito di una precedente indagine ISTAT condotta nel 2004, il 91,6% delle donne che affermava di aver subito violenze dal coniuge aveva dichiarato di non aver denunciato i fatti all’Autorità.

L’indagine ISTAT del 2004, a differenza di quella condotta nel 2006, distingueva tra violenze sessuali (non meglio definite) e molestie sessuali; entro queste ultime – oltre a molestie verbali, telefonate oscene, esibizionismo e pedinamenti – erano tuttavia classificati anche atti di natura prettamente fisica (donne avvicinate, toccate o baciate contro la loro volontà). Inoltre, nell’indagine ISTAT del 2006 non sono stati raccolti dati sulle molestie verbali, il pedinamento, gli atti di esibizionismo e le telefonate oscene.

http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_contro_le_donne

Violenza sulle donne: un dramma silenzioso che cresce Intervista alla Dott.ssa Bianca Vasini

Violenza sulle donne: un dramma silenzioso che cresce Intervista alla Dott.ssa Bianca Vasini

Può un paese come l’Italia nel 2013 trovarsi a dover istituire un decreto legge per normare il reato del Femminicidio? La riposta naturalmente dovrebbe essere No. Non certo perché nell’attuale situazione non si necessiti di misure del genere: più semplicemente perché in un paese che si definisce ‘civile’ la violenza perpetrata ai danni delle donne non dovrebbe essere presente.

Gli omicidi che riempiono le pagine di cronaca sono solamente la punta dell’Iceberg, campanelli di allarme che nascondono una base di violenza quasi sempre perpetrata da persone molto ‘vicine’ alla vittima.

Dati Istat alla mano, il fenomeno del maltrattamento sulle donne avrebbe assunto dimensioni preoccupanti: sono stimate in quasi 7 milioni le italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale; 1 milione 400 mila donne hanno subito forme di violenza sessuale prima dei 16 anni; oltre 7 milioni di donne hanno subito o subiscono violenza psicologica. Spesso, inoltre, coloro che subiscono forme di violenza psicologica sono anche vittime di violenze fisiche o sessuali. Percentuali che dal 2006 ad oggi sono costantemente cresciute.

L’aspetto più sinistro e sorprendente però si evince dalle risposte date alla domanda  ‘la violenza domestica è un reato?’ Solo il 18,2% delle donne la considererebbero tale; il 44% la definisce qualcosa di sbagliato e il 36% qualcosa che è accaduto. E’ importante specificare che nel 24,1% dei casi, però, le ferite riportate sono state così gravi da richiedere il ricorso a cure mediche.

Al riguardo, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza alle donne, abbiamo chiesto chiarimenti  alla Psicologa Dott.ssa Bianca Vasini  per cercare di avere un quadro più esaustivo sulle dinamiche che sfociano in atti di violenza e sulla  scelta del ‘silenzio’ da parte delle donne che ne rimangono vittime.

In un paese che si definisce civile come è spiegabile in termini psicologici questa recrudescenza di violenza verso le donne?

Negli ultimi anni i grandi cambiamenti di costume hanno sostanzialmente modificato i ruoli dell’uomo e della donna: al cospetto di donne sempre più autonome ed emancipate molti uomini si sentono vacillare e vivono momenti di disorientamento. La frustrazione di alcuni e la loro crisi di identità genera aggressività. Dove non esiste una “cultura del rispetto” è frequente la presenza di relazioni di potere all’interno della coppia.

Quasi sempre l’aguzzino è  il partner stesso della donna: cosa fa scattare la violenza nell’uomo?

La “relazione d’amore malato” si presenta nelle coppie dove l’altro non viene riconosciuto come oggetto d’amore ma oggetto di possesso e se questo non risponde ai bisogni narcisistici la dinamica di abuso e violenza è la risposta. Questa immaturità affettiva dei partner favorisce giochi relazionali con ruoli di “vittima e carnefice” che riconoscono più spesso la donna come vittima poiché soggetto ritenuto ancora più “debole”. L’ambizione del femminismo di superare la “violenza nel pensiero” agito o subito sembra avere ancora sconfitte.

Riconoscere la violenza del proprio compagno è il primo passo che una donna-vittima deve fare: perchè  c’è così tanta difficoltà a denunciare il partner violento o le violenze domestiche in genere?

Le donne vittime di violenze da parte del partner non denunciano gli abusi poiché spesso sono esse stesse partecipi inconsce del pensiero violento e hanno una bassissima autostima. Riconoscere queste dinamiche da parte della donna è indubbiamente il primo passo ma sul territorio è importante la presenza di centri di ascolto e di assistenza legale e strutture in grado di accogliere donne che temono il rientro a casa dopo una denuncia fatta al commissariato.  Stanno nascendo  in Italia anche centri di aiuto ad uomini  violenti per “curare” la loro incapacità di amare.

Quali strategie dovrebbero essere messe in atto per contrastare i comportamenti violenti?

La prevenzione primaria di ogni forma di violenza è la sensibilizzazione delle nuove generazioni alla cultura del rispetto e dell’uguaglianza di diritti e doveri, contrastando il bullismo e promuovendo la cultura della solidarietà affinché ogni giovane possa imparare ad amare.

http://www.senigallianotizie.it/1327346439/violenza-sulle-donne-un-dramma-silenzioso-che-cresceviolenza finto amore

Violenza sulle donne: chi è più a rischio e come può uscirne?

Violenza sulle donne: chi è più a rischio e come può uscirne?

Qual è il profilo psicologico della donna che più rischia di legarsi a uomini violenti? Quale meccanismo si innesca e come si può spezzare la catena?

Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne. Una data importante, che stimola molteplici riflessioni e un giusto moto di indignazione che deve spingere ogni singolo cittadino maschio “civile” a muoversi, nel suo piccolo, affinché il rispetto nei confronti delle donne non venga mai meno in alcun modo.

La violenza, sia fisica che psicologica, nei confronti di donne e bambine può arrivare da qualunque direzione, può essere perpetrata da perfetti sconosciuti, ma, purtroppo, è molto più facile che siano le stesse persone che circondano la vittima, i suoi “affetti”, a diventare anche i suoi aguzzini.

Le botte, gli stupri ripetuti, la violenza verbale, l’insulto, la svalorizzazione sistematica, il disprezzo manifestato in tutti i modi possibili, la clausura forzata, il controllo, tutti questi  comportamenti che violano i diritti fondamentali della persona – anche nelle società cosiddette evolute – sono troppo spesso messi in atto da uomini che sono parte dellafamiglia della donna. Il meccanismo è talmente pervasivo, e mina in tal modo l’equilibrio psicologico femminile e l’autostima, che non di rado le denunce non partono, lapaura sostituisce la rabbia, l’accettazione subentra alla ribellione.

Donne “nate” vittime? Per quale motivo donne apparentemente “normali”, risolte, continuano a cercarsipartner violenti, che faranno loro del male? Perché non riescono a spezzare la catena, questa è la risposta. Nel bellissimo libro “Donne che amano troppo” di Robin Norwood, l’autrice, individuando il file rouge che lega storie di donne apparentemente diversisisme tra di loro, traccia una sorta di profilo psicologico di chi sia più a rischio di subire violenze dall‘uomo che ama, un uomo che abbia “selezionato” tra i tanti che, invece, avrebbero potuto essere dei buoni compagni. Un comportamento autolesionista che ha un’origine sempre nella prima infanzia.

Una bambina che sia stata svalutata e umiliata, che abbia subito o visto subire dalla propria madre abusi da parte del padre o patrigno, una bambina che abbia vissuto nel terrore, o che sia stata ignorata e poco amata, poco apprezzata o costretta a crescere troppo in fretta, avrà due strade da seguire da adulta: ripsoporre i modelli familiari “malati” che ha conosciuto, perché sa cosa aspettarsi, o cercare di superarli e guarire dalla sue ferite, e allora, comunque, dovrà riproporre lo stesso schema.

E così, inconsciamente, la ex bambina violentata, disprezzata, non amata, presa a botte, la ex bambina figlia di padri alcolisti, violenti, deboli, cercherà un partner così. e lo troverà. Per “salvarlo”, per salvare se stessa? No, perché chi sia stato svalutato da piccolo, interiorizza questo giudizio negativo (“merito” le violenze, “merito” il disprezzo”) su se stesso e senza volere ricrea situazioni in cui può confermare tale giudizio. E’ terribile, ma siamo fatti così.

Questo meccanismo si può ripetere all’infinito finché la catena non venga spezzata una volta per tutte, e per fare questo, proprio come in tutti i rapporti ossessivi di dipendenza, biosogna partire da se stessi e fare un percorso di scoperta e ri-valutazione della propria persona.Guarire si può, ma una donna che abbia vissuto una vita da vittima non ce la può fare da sola.

Per questo esistono associazioni, gruppi di autoaiuto, centri antiviolenza, che sono stati creati e sono a disposizione delle donne vittime dell’abuso maschile. Per tutte coloro che siano stanche di ritrovarsi con uomini che le pestano a sangue, che le umiliano, che le stuprano, che le chiudono in casa e gettano la chiave, ma non sappiamo come fare a uscire dal loro cantuccio di dolore, ecco qualche indicazione utile:

http://scienzaesalute.blogosfere.it/2013/11/violenza-sulle-donne-chi-e-piu-a-rischio-e-come-puo-uscirne.htmldonne violate

Genitori troppo poveri: il tribunale gli toglie i figli

Genitori troppo poveri: il tribunale gli toglie i figli

E’ successo a Torre Annunziata: i due bambini, di uno e due anni, ora si trovano in una casa famiglia ma la prossima settimana potrebbero essere dati in adozione. Genitori disperati: “C’è mezza Italia senza lavoro e non certo vanno a togliere i figli a tutti”.

Salvatore Di Salvatore, di 22 anni, e di Laura Victoria Begian, di 18, rischiano di vedersi sottrarre per sempre i due figli, di uno e due anni. I due genitori, entrambi di Torre Annunziata, sono infatti troppo poveri per poter far fronte alle necessità materiali dei bambini, ed è quindi stato emanato un decreto di adozione rispetto al quale il Tribunale dei Minori sarà chiamato a decidere la prossima settimana. Salvatore e Laura sono disperati. Il rischio, molto concreto, è che non possano più vedere i figli “soltanto perché non abbiamo un lavoro e una casa. Una bimba di due anni e un’altra di un anno, festeggia il primo anno di vita il prossimo 30 dicembre. A questa età non si possono allontanare due bebé dalla madre. E’ assurdo tutto ciò. Noi non vogliamo perdere i nostri figli. In questo momento di forte crisi economica, c’è mezza Italia senza lavoro e non certo vanno a togliere i figli a tutti. Ora stiamo aspettando la sentenza del Tribunale, ma subito dopo siamo pronti a trasferirci al Nord per lavorare”, racconta l’uomo a Metropolis Web.

La moglie prosegue: “Noi vogliamo lavorare, non vogliamo assistenza e soprattutto non vogliamo perdere i nostri bambini. E’ assurdo che questi bimbi vengano sottratti alla mamma. Non ci stiamo. E’ un anno che va avanti questa storia e non riusciamo più a sopportare tale atteggiamento. I servizi sociali dicono che non ci possono dare aiuto ma, nello stesso tempo, ci vengono a togliere i bimbi. Comprendiamo anche la decisione di affidarli a una casa famiglia, scelta che non abbiamo mai contestato ma sempre in attesa di una nostra sistemazione. Non va bene proprio che ci allontanano da loro. A crescere i bimbi ci pensiamo noi, l’assistente sociale non doveva prenderli e toglierceli”.

http://www.fanpage.it/genitori-troppo-poveri-il-tribunale-gli-toglie-i-figli/genitori-poveri-300x225

DNA umano, Internet biologico: parole e frequenze possono influenzarlo e riprogrammarlo

DNA umano, Internet biologico: parole e frequenze possono influenzarlo e riprogrammarlo

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei e a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalla frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.

Solo il 10% del nostro DNA è utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non sia stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sembrano davvero rivoluzionarie.

Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino d’informazioni e per la comunicazione.

I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.

Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA*.

La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.

Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.

La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate.  Infine questo spiega scientificamente perché le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.

Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi A. Sono anche riusciti a catturare modelli d’informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli d’informazione del DNA.

In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA. Questo rappresenta una rivoluzione che potrebbe trasformare il mondo. Tutto ciò, applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione. Quest’esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona sempre, quando sia usata la giusta frequenza.

Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo. Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati.

I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).

Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti d’informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo d’ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile.

In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo a un livello molto più
sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.

Un esempio in Natura: quando una formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.

Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso a un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione è sperimentata e catalogata come un’ispirazione o intuizione.

Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini poté trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.

Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso a una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli era trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e la mattina poteva ricordare. Era tale la valanga d’informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta un’enciclopedia. La maggior parte delle informazioni
era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.

Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.

Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte, gli effetti secondari che s’incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata, alla presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustrante, in quel preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora il funzionamento totale, che però il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà, forse leggere tutto questo può essere tranquillizzante per molti, poiché non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili nell’ipercomunicazione.

Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo.

Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continui a passare attraverso i tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.

Grazyna Gosar and Franz Bludorf, nel loro libro “Vernetzte Intelligenz”, spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione.

Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

Senza un’individualità distinta, la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali.

L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.

I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla Terra. E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.

Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo è fortemente influenzato dalla frequenza risonante della Terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze sono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (per esempio i maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo.

Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva si potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta.

Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.

Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature veramente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia in grado di farlo.

Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni, però, si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.

Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della Terra, queste sfere vengono catturate anche nelle foto.

In passato, di fronte a questi fenomeni luminosi, si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni.

Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della Terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

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