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I 127 mila italiani diventati milionari grazie alla crisi nel 2012

I 127 mila italiani diventati milionari grazie alla crisi nel 2012

Il 2012 è stato l’annus horribilis dell’Italia. A soli tre anni dalla recessione record seguita al crack di Wall Street la crisi dei debiti sovrani nell’eurozona ha generato un’altra maxi flessione della nostra economia. Sono fallite più di 12 mila imprese in un anno, al ritmo di 34 al giorno. Più di mezzo milione di persone hanno perso il loro posto di lavoro, ed il Prodotto interno lordo è crollato del 2,4%. Un quadro disastroso, che però ha coinvolto una parte degli italiani. Un’altra fetta, certo ben più ristretta, di nostri connazionali ha beneficiato dalla crisi, come racconta oggi Federico Fubini su “La Repubblica” di lunedì 11 novembre. Secondo il Global Wealth Report di Credit Suisse, un’analisi della situazione patrimoniale dei milionari mondiali, nel 2012 i milionari italiani, ovvero le persone che hanno più di un milione di dollari di patrimonio, sono aumentati da un milione e 412 mila dell’anno precedente ad un milione e 529 mila.Una crescita di 127 mila unità che rappresenta un incremento del 9,5% nonostante un anno così negativo economicamente come è stato il 2012. Il report di Credit Suisse non indica con esattezza come si è generato questo aumento patrimoniale, ma Fubini illustra alcune possibili spiegazioni. L’aumento dell’indice azionario della Borsa di Milano è stato pari all’8,5%, mentre i titoli di stato italiani si sono rivalutati di circa il 10%, dalle obbligazioni a tre mesi fino a quelle a dieci anni, nel 2012. E’ probabile che non tutti gli italiani con un patrimonio sopra il milione di dollari abbiano investito in Borsa oppure in titoli di stato del nostro paese, però una spiegazione dell’aumento registrato da Credit Suisse risiede nella crescita degli investimenti in azioni ed obbligazioni secondo Fubini. “E’ un fenomeno impossibile da cogliere se si guarda alle dichiarazione dei redditi, perché i profitti da capitale sono tassati alla fonte in banca e non rientrano nelle denunce e nei prelievi Irpef”. In Italia, così come nel resto dell’Europa, i mercati finanziari sono andati piuttosto bene nel 2012, mentre l’economia reale crollava. “Le imprese italiane nel 2012 fallivano o licenziavano, ma chi aveva patrimoni liquidi e li investiva stava sempre meglio”. Come rimarca Fubini, quest’aumento di ricchezza è frutto delle politiche anti crisi messe in campo dalle istituzioni internazionali, proprio come lo è l’aumento della povertà registrato in questi ultimi anni. ” Ci sono pochi dubbi infatti su quali siano i fattori che hanno fatto salire le Borse e le quotazioni dei bond nel 2012: è stata la risposta delle grandi banche centrali, la Fed e la Bce, al rischio di collasso del sistema finanziario”. Fubini sottolinea come senza quest’azione delle banche centrali i poveri si sarebbero impoveriti di più in caso di default sovrani, però grazie a queste decisioni “pochi privilegiati lo sono diventati ancora di più. Ora tocca alle democrazie occidentali, non ai banchieri centrali, gestire le conseguenze di quest’ultimo morso della crisi”.

http://www.gadlerner.it/2013/11/11/i-127-mila-italiani-diventati-milionari-grazie-alla-crisi-nel-2012safe_image

CIIP AVVICINA L’ITALIA ALL’EUROPA E UNISCE CAMERA e SENATO IN IMPEGNI CONGIUNTI

CIIP AVVICINA L’ITALIA ALL’EUROPA E UNISCE CAMERA e SENATO IN IMPEGNI CONGIUNTI

FUCKSIAOggi 25 ottobre nell’ambito della settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro 2013, presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica, si è svolto l’evento ” MI IMPEGNO PER LA PREVENZIONE” , 2° International Panel sulla salute, la sicurezza e la diffusione della cultura della prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro, organizzato dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) e col patrocinio di: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero della salute, Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, International Social Security Association (ISSA), INAIL. All’evento presieduto da Rino Pavanello e Giancarlo Bianchi, sono intervenuti durante i lavori della mattinata in ordine i relatori On. Jole Santelli, sottosegretaria Ministero del Lavoro, Luigi CAL, Direttore ILO per l’Italia, Hans Horst Konkolewsky Segretario Generale ISSA, Nicoletta Cornaggia delegata Conferenza delle Regioni, Sen. Serenella Fucksia segretaria Commissione Sanità, On. Antonio Boccuzzi della Commissione Lavoro.

I rappresentanti del Governo e del Parlamento hanno concordato con le proposte di indirizzo della CIIP, convergendo sulla priorità della prevenzione e della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, come obiettivo strategico per i prossimi impegni legislativi e come valore culturale fondamentale da promuovere per una politica strategica di promozione del Paese anche in vista del semestre europeo.

Occasione in cui l’Italia potrebbe cessare di essere un “buco nero” pronto a recepire decisioni altrui, diventando invece una fonte di luce, che facendo tesoro delle best practice europee e mondiali, promotrice di una nuova visione della gestione della sicurezza sul lavoro e della tutela della salute negli spazi di lavoro e di vita.

La mancata prevenzione costa ogni anno allo Stato italiano oltre 60 miliardi di euro. Investire in prevenzione oltre a non essere uno spreco di risorse, rappresenta una ottima opportunità con ricadute positive anche sotto il profilo economico.

10 le proposte CIIP per investire in prevenzione ed attuare il miglioramento del D.Lgs. 81/2008, ancora incompiuto per certi aspetti e da rivedere per altri.

Si prevede tra le principali iniziative:

– la tutela della legalità, regolarità e dignità di tutti i lavoratori e la diffusione estensiva della cultura della prevenzione;

– l’approvazione del LIBRETTO FORMATIVO a tutela di aziende e lavoratori anche in funzione di una formazione non ripetitiva ed un risparmio delle risorse;

– il REGISTRO dei soggetti professionali abilitati allo svolgimento di ruoli di strategica importanza come la figura del Docente qualificato all’insegnamento della Sicurezza, l’RSPP, l’ASPP, degli enti paritetici e degli organismi bilaterali e delle Associazioni di promozione della Salute e Sicurezza di rilevanza nazionale;

– l’estensione ed il miglioramento della qualità della formazione a tutte le figure coinvolte in ambito lavorativo distinguendo il concetto di informazione da quello di formazione;

– l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro;

– l’attivazione completa del SINP (Sistema Informativo per la Prevenzione nei luoghi di lavoro); il recepimento delle Convenzioni ILO n. 155 e 187;

– la ridefinizione dei profili di rischio (sostituzione del termine rischio basso per la salute con irrilevante), dei ruoli delle denominazioni di alcune figure della Prevenzione tra cui quella del Medico del Lavoro, superando la attuale e riduttiva denominazione di Medico Competente ed investendo lo stesso di un ruolo più centrale e di coordinamento;

– l’ampliamento dell’istituto dell’INTERPELLO;

– l’ottimizzazione della PA, garantendo congrue risorse alle attività di prevenzione e migliorando il coordinamento il coordinamento e le attività tra enti centrali e Regioni;

– la garanzia dei LEA TSLL (livelli essenziali di assistenza e prevenzione sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) all’interno del PNP (Piano nazionale della prevenzione) e della programmazione regionale in materia sanitaria;

– istituzione della settimana della prevenzione e proclamazione del 2014 come anno della prevenzione.

La sicurezza non deve più essere un mero adempimento formale, ma deve diventare un fatto concreto di comprovata efficacia.

 

Sen. Serenella Fucksia e On. Antonio Boccuzzi

Perché è bene non parlare alle spalle degli altri e non raccontare menzogne

MENZOGNA1 – perché con quegli altri potremmo avere a che fare prima o poi e potrebbero chiederci i conti di quanto diciamo sul loro conto
2 – perché quando ci ritroveremo soli e disperati in piena notte in mezzo alla strada, proprio quegli altri di cui abbiamo tanto parlato male potrebbero tenderci una mano e aiutarci
3 – perché da un punto di vista della civiltà, parlar male degli altri si chiama ‘mobbing’ e ne potremmo essere vittime anche noi
4 – perché per ogni menzogna c’è di mezzo sempre la vita di almeno un altro essere umano e la menzogna uccide le persone oltre la verità
5 – perché un qualunque popolo che basa la sua tradizione sulle menzogne e sul chiacchiericcio non può mai definirsi un popolo civile e che abbia una profonda cultura umana o di qualsiasi altra natura
6 – perché dire menzogne e parlar male delle altrui vite oppure fare il solito chiacchiericcio su questioni che interessano la vita di altre persone sia pur basato su fatti accaduti di cui di solito non conosciamo tutti gli aspetti, dimostra che abbiamo una profonda ignoranza civile, umana e culturale oltre che emotiva. Per cui non facciamo altro che svelarci al cuore di chi ci ascolta, per ciò che siamo, cioè, meno di nulla
7 – perché raccontare menzogne e parlar male dimostra che siamo talmente pochi, piccoli e poveri di cuore da dover inabissare un’altra vita per elevare la nostra
8 – perché raccontare menzogne sull’altrui conto, fare chiacchiericci insulsi ed ingigantire senza aver cognizione di causa di come stanno veramente le cose nella vita di un’altra persona è dimostrazione da parte nostra di viltà, di pochezza d’animo e di stupidità intellettiva ed intellettuale.
Se vogliamo davvero elevarci dalla massa, dimostrare di essere qualcuno, affermare la nostra personalità, i nostri pregi, i nostri talenti e salvarci dall’idiozia, iniziamo da questo momento a dire la verità altrimenti è meglio tacere e iniziamo da ora a rinunciare a tutte le scuse che mettiamo addosso agli altri per non guardare dentro di noi ogni nostra misera miseria umana.
Carla Liberatore 23 ottobre 2013

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