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L’indispensabile fiaba delle Quote Rosa

L’indispensabile fiaba delle Quote Rosa

Vladimir Propp sottolinea come, in molti racconti di fate, la principessa sia un essere vendicativo e malvagio, che l’eroe riduce a più miti consigli picchiandola con tre specie di verghe. Forse gli italiani sono ancora in quella fase lì?

Ma noi donne disincantate, disilluse, un po’ schifate ma non rassegnate, non la beviamo. La bocciatura alla camera della legge sulla parità di genere, di questo obbrobrio necessario, non è il frutto avvelenato del solito pasticciaccio inscenato dal teatrino parlamentare nostrano. Se così fosse potremmo anche consolarci: è solo un altro fattaccio accaduto all’interno del Palazzo, diremmo. Uno più, uno meno. Eh no, purtroppo no. L’obbrobrio è tanto più necessario in un Paese in cui la percentuale di donne in posizioni di responsabilità, diciamo pure di potere, è irrisoria rispetto alle altre nazioni dell’occidente cosiddetto progredito.

Ma perché, in Italia, se una donna vuole sedersi su poltrone quasi sempre occupate dai culoni di vecchi elefanti maschi, deve essere il doppio più preparata, il doppio più dinamica, il doppio più brava dei suddetti? Colpa è della Bibbia? La Genesi inizia bene: “maschio e femmina li creò”. Poi, qualche riga dopo, spiega che Dio prima ha creato l’uomo e, visto che lo vedeva troppo solo, da una costola del poveretto ha ricavato lei, la donna. Da lì la storia del serpente e della mela, la donna strumento del diavolo, ecc. Dunque è la Bibbia. Ma, allora, perché nei Paesi in cui la Bibbia è molto più letta che in Italia le quote rosa non sono un problema ma una realtà sociale? Beh, allora sarà il retaggio medioevale: da una parte il Dolce Stil Novo e la donna angelicata, dall’altra la strega: nessuna possibilità di una banalissima e realissima via di mezzo. Però il medioevo lo hanno attraversato anche altri paesi europei che in fatto di parità di genere stanno molto meglio. Giusto, lasciamo perdere il medioevo.

Allora ritorniamo alle fiabe. Come quella di Biancaneve, una a cui la matrigna vorrebbe strappare il cuore e si rivolge a un cacciatore di fiducia (cosa avrà mai fatto questo cacciatore per conquistarsi la fiducia della regina? Meglio non indagare). Oppure Cappuccetto Rosso, povera miope incapace di distinguere un lupo peloso da sua nonna, oppure Pinocchio, perseguitato da una stronza affamata di attenzione e considerazione, la “Fata Turchina”. Insomma, la gentaglia che affolla le fiabe a me non piace. E comunque, care donne la nostra vita non è una fiaba dove le protagonistesono delle povere mentecatte che vengono salvate da un maschio che non si capisce perché sia più grande, più famoso, più ricco, più azzurro.

La verità è che gli uomini hanno paura a concederci spazio, al punto che quel poco che ci ritagliano l’hanno riservato a certe donne a cui se dai una mano… chissà dove la mettono!

Sabina Negri

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/lindispensabile-fiaba-delle-quote-rosa/quote-rosa520quote-rosa-593x300

Un orrore invisibile: la violenza psicologica

Un orrore invisibile: la violenza psicologica

Quando si parla di abusi sulle donne si pensa a una violenza fisica ma non è l’unica che si può subire, c’è un pericolo più subdolo che può nascere in famiglia o sul posto di lavoro…

La donna è vittima incontrastata sia di violenze fisiche da parte dell’uomo, ma soprattutto di violenza psicologiche. Quest’ultime non lasciano segni visibili sul corpo ma sono da considerare tra gli abusi e maltrattamenti che lasciano segni permanenti e devastanti.

Violenza psicologica sulle donne

Sono troppe le notizie che ci arrivano tutti i giorni dai media e dalla carta stampata di donne vittime dei loro partner, mariti, fidanzati ma, a volte, a anche datori di lavoro, perpetuate in modo subdolo per mesi e addirittura anni. Solitamente sono le mura domestiche il teatro di questi orrori dove la donna subisce maltrattamenti morali, vessazioni, insulti più o meno sottili che vanno a danneggiare la loro mente annientandone e alterandone la personalità rendendola fragile, impaurita e insicura.
La violenza psicologica come abbiamo visto può assumere forme diverse tra cui anche una svalorizzazione della persona a livello economico facendola sentire inadeguata e completamente dipendente dall’uomo che detiene il potere, i soldi e il dominio totale.
A volte l’uomo colpisce gli affetti più cari di una donna quali i figli dicendogli che è una cattiva madre, limita il raggio d’azione impedendo alla donna di vedere o frequentare altre persone tra cui amici e familiari, facendole terra bruciata intorno e isolandola dal resto del mondo. A volte sono invece i silenzi colmi di rabbia e disprezzo alternati a parole pungenti ciò che mina l’autostima della vittima in modo costante nel tempo. Ci possono poi essere esplosioni di gelosia da parte di questi uomini che rendono la vita impossibile alle loro vittime, che si rinchiudono come bozzoli tra le mura di casa, casa che diventa per loro una vera e propria prigione.
L’uomo toglie alla donna qualsiasi possibilità di giudizio e di espressione, agendo sui suoi punti deboli e mettendo in dubbio le sue capacità di decisione. Ogni scambio relazionale all’interno della coppia si trasforma in un conflitto più o meno aperto, da cui la vittima ne esce quasi sempre sconfitta, destabilizzata e dominata in tutto dall’uomo che diventa il suo padrone indiscusso.
Le donne all’inizio si sforzano e tentano di essere comprensive, scusando il proprio uomo per amore. Successivamente pensano di essere le uniche a poterlo capire, arrivando a giustificare il male che l’uomo compie. Le donne imbrigliate in una relazione così deviata, manifestano il loro disagio facendo “parlare” il corpo attraverso vari sintomi quali spossatezza, apatia a cui spesso si associano disturbi dell’umore quali una depressione più o meno marcata.
Si può uscire da tutte queste brutture e torture psicologiche? Si può, si deve e anche in fretta.

A chi rivolgersi?

La paura deve lasciar il posto alla forza di reagire chiedendo aiuto agli altri, a chiunque possa aiutarci, un vicino, un conoscente, ecc… o telefonando al 1522, un numero utile messo a disposizione dal dipartimento per le pari opportunità, e successivamente raccontare senza vergogna quello che si sta subendo in modo da poter essere salvate e ritornare a vivere una vita sana e dignitosa. Oppure cercate il centro antiviolenza più vicino a casa consultando il sito direcontrolaviolenza.it.

[email protected]

http://www.unadonna.it/benessere/un-orrore-invisibile-la-violenza-psicologica/98770/22393638_miss-italia-ha-fatto-una-foto-contro-la-violenza-sulle-donne-1images (1)images

Sopravvivere in Grecia: Gli effetti choc della crisi

Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea

Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.   Cena a lume di candela Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.   Migliaia di bambini senza vaccini Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”. Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.   La Grecia al timone dell’Ue Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione. Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld “Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sopravvivere-Grecia–b51e7c7b-2739-4d45-be8a-8ee9e485aa86.html?refresh_ce

Palla di fuoco sui cieli di Capoterra Le segnalazioni dei cagliaritani

Sono diversi i testimoni che, stamattina intorno alle 9.30, hanno visto attraversare il cielo da quella che hanno descritto come “una palla di fuoco”. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI VIDEOLINA

Il pensiero è andato a quanto accaduto lo scorso febbraio in Russia, quando un grosso asteroide era esploso a poca distanza dal suolo; il fenomeno osservato in Sardegna però, se dovessere essere confermato, è stato di portata molto inferiore e, apparentemente, senza alcuna conseguenza.

Le segnalazioni, intorno alle 9.30 di questa mattina, sono arrivate da Cagliari. Chi a quell’ora percorreva il lungomare Poetto, proveniente da Quartu, ha potuto notare una sorta di meteora che, in una frazione di secondo, ha disegnato una traiettoria obliqua discendente fino a scomparire all’orizzonte dietro i monti di Capoterra.

L’oggetto non avrebbe lasciato nessuna traccia in cielo e non sarebbe stato sentito alcun rumore di schianto o visto del fumo, conseguenza di un ipotetico impatto al suolo. Alcuni hanno segnalato il fenomeno ai vigili del fuoco ma non è stata verificata nessuna necessità di intervento, neanche da parte del centro operativo della protezione civile e dell’antincendio regionale mentre la Capitaneria di Porto esclude la presenza di razzi di segnalazione di qualche imbarcazione.

Resta da capire di cosa si sia trattato.

Secondo gli esperti, per essere visibile in pieno giorno, un meteorite che attraversa la nostra atmosfera deve avere dimensioni ragguardevoli e non è possibile che non abbia lasciato traccia. Non sarebbe da escludere, invece, la possibilità della caduta di uno dei tanti detriti di satelliti o razzi spaziali che ruotano intorno alla terra e che ogni tanto precipitano. Potenziamente molto più pericolosi dei meteoriti sono oggetto di un progetto di monitoraggio in fase di realizzazione da parte dell’Agenzia Spaziale Europea.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/23/palla_di_fuoco_nei_cieli_di_capoterra_le_segnalazioni_dei_cagliaritani-6-347013.html

Unicef, ogni anno 3 mln bambini muoiono per malnutrizione Natale Unicef 2013, una campagna per la nutrizione terapeutica

Ogni giorno 18 mila bambini sotto i cinque anni nel mondo muoiono per cause prevenibili. Circa la metà di queste morti – circa 3 milioni in totale ogni anno – sono legate a malattie comuni che la malnutrizione rende letali. Non necessariamente si muore di fame per mancanza di cibo; molto spesso invece per il protrarsi di una dieta povera, scarsamente proteica, priva di vitamine e micronutrienti essenziali. In un bambino piccolo, soprattutto nei primi mille giorni di vita considerati cruciali per la sua sopravvivenza e il suo sviluppo, l’assenza di una corretta nutrizione si trasforma in malnutrizione. Se a questa, non curata adeguatamente, si unisce una malattia tipica dell’infanzia o un’infezione, il rischio di morte aumenta in modo esponenziale.

Per questo Natale, l’Unicef lancia una campagna dal titolo ‘IL CENONE DI NATALE PIU’ GRANDE DEL MONDO’ in cui chiede di sostenere i progetti per la fornitura di alimenti terapeutici salvavita per bambini ed adolescenti. La nutrizione terapeutica di emergenza si basa sulla somministrazione di un alimento pronto all’uso (il RUTF, ‘ready to use therapeutic food’). Si tratta di bustine contenenti, fra l’altro, composto di farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, acido folico, sali minerali, vitamine. Una confezione da 92 grammi fornisce circa 500 calorie. I bambini possono succhiarlo direttamente dalla confezione evitando di toccarlo con le mani sporche. Attraverso questo alimento, l’Unicef riesce a curare i bambini dalla malnutrizione cronica.

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2013/12/19/Ogni-anno-tre-milioni-bambini-muoiono-malnutrizione_9805350.html

“Violenza su un atleta”. In sette a processo

Due allenatori e cinque giocatori della formazione di football americano Islanders di Venezia sono stati tutti rinviati a giudizio nell’udienza in calendario il 5 febbraio. Si tratta diviolenza sessuale di gruppo per l’accusa. “Atti goliardici” per la difesa.Secondo l’imputazione formulata dal pm del tribunale di Venezia Lucia D’Alessandro il gruppo avrebbe abusato di un giocatore 23enne sul pullman che riconduceva la squadra a casa dopo una trasferta a Venezia nel giugno del 2011.

Per i difensori degli imputati, come spiega il Gazzettino, si trattò di “atti goliardici” come una sorta di rito iniziatorio per l’atleta appena arrivato in squadra. L’accusa parla invece chiaramente di abusi sessuali. Lo stesso giovane giocatore, che si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento di un milione di euro, avrebbe subito uno choc psicologico tale da entrare in terapia e sarebbe stato costretto ad abbandonare la facoltà universitaria dov’era iscritto.

http://www.affaritaliani.it/cronache/football-violentato241213.html

Colpo di Lapo Elkann: porta in Italia “Nymphomaniac”

Il film scandalo “Nymphomaniac” arriverà anche in Italia (uscirà invece il 25 dicembre in Danimarca). La pellicola di Lars Von Trier che ha tanto fatto parlare di se in questi mesi sarà distribuita nei nostri cinema dalla Good Films, società posseduta per il 30% da Lapo Elkann (e presieduta dalla sorella Ginevra).

Una scelta molto coraggiosa, non solo perchè spaccherà l’opinione pubblica tra chi voleva vietare di vederlo e chi era a favore (era nata di recente anche una petizione online per portarlo nel nostroo Paese) ma anche causa di un divieto che sarà sicuramente allargato ai minori, con conseguenti incassi limitati per il distributore.

La storia ha creato un vero e proprio caos mediatico mondiale visto che racconta le vicende di una ninfomane interpretata da Charlotte Gainsbourg. Non è solo un problema di storia ma anche di scene visto che ce ne sono alcune di sesso esplicito per la cui realizzazione il celebre regista danese si è servito di attori pornografici, i cui genitali sono stati inseriti però digitalmente in scene che erano state già girate dagli altri protagonisti della pellicola.

Il cast tra l’altro è di livello: Uma Thurman, Shia LaBeouf, William Dafoe e Christian Slater tra i protagonisti. Anche in questo caso però c’è un altro scandalo: nei manifesti promozionali (vedi gallery) ciascuno di loro è stato rappresentato all’apice di un orgasmo.

Baby prostituite, si allarga l’inchiesta

L’inchiesta sul caso delle baby prostituite non accenna a fermarsi, anzi, espande ancor di più giorno dopo giorno il suo raggio di azione nel quale va a colpire. Sul registro degli indagati sono stati gia iscritti nove imputati ma spuntano nuovi nomi di clienti che avrebbero intrattenuto rapporti sessuali con le due ragazzine di 14 e 15 anni. Decine di persone dunque che avrebbero pagato fior di quattrini pur di consumare rapporti con le due minorenni e fra queste ci sarebbero molti personaggi che ricoprono importanti cariche in aziende a livello nazionale, dunque manager, imprenditori e altre persone comunque molto vicine al mondo della politica italiana. La Procura di Roma è in attesa che gli investigatori comunichino i nomi e tutti i dettagli utili per effettuare nuove iscrizioni sul registro degli indagati e pare che sul registro ci saranno molti eminenti uomini pubblici che hanno pagato per prestazioni sessuali con le adolescenti i 40 probabili nuovi indagati sono ancora in via di identificazione da parte degli inquirenti, alcuni di loro avrebbero chiamato le ragazzine e preso appuntamento ma poi accorgendosi dell’età minorile, si sono ritratti e sono andati via, altri ancora invece avrebbero proprio ‘usufruito’ dei ‘servizi’ resi dalle ragazze. Tremano dunque tutti coloro che avrebbero sborsato centinaia di euro per gli incontri sessuali con le ragazze, Azzurra e Aurora, le quali in pochi mesi, durante la loro ‘attività’ hanno ricevuto moltissime telefonate e appuntamenti in special modo da quando Marcoleni, il loro protettore, era entrato nel giro e a quel punto gli appuntamenti si erano moltiplicati a dismisura. La Procura di Roma potrebbe chiudere l’inchiesta da qui a poco sullo spaccio di cocaina e sul giro di prostituzione e concentrarsi alla fine solo sull’elenco di quelli che sono stati utenti delle due trasgressive adolescenti. 

Carla Liberatore 

Legge di stabilità, mai più affitti in contanti

Gli affitti non potranno mai più essere pagati in contanti, è quanto prevede un emendamento del PD circa la legge di stabilità e già approvato dalla commissione Bilancio della Camera. A contribuire all’approvazione dell’emendamento, è stato un asse formato dai deputati di Forza Italia unitamente a quelli del Movimento 5 Stelle e l’emendamento presentato da quest’ultimi, però respinto, prevedeva anche il taglio di investimenti al settore aeronautico a favore di programmi di bonifica di siti inquinati. Viene così rinsaldato l’automatismo, previsto dalla legge di stabilità, che dovrebbe destinare i fondi da spending review e il ritorno di capitali esteri, al taglio delle tasse che strozzano il lavoro e che dovrebbe in fin dei conti rilanciare la piccola impresa. Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi ha in tal proposito dichiarato: “Lavoro per un paese semplice e competitivo. A fianco della spending però abbiamo bisogno come il pane di una regulation review, di rimuovere una inutile, costosa e opaca massa di regole che rischiano di rendere vano ogni sforzo di riduzione della spesa e di rilancio della crescita. Con l’orgoglio di presidente di una comunità di combattenti, di creativi, di colleghi che non scappano davanti alle sfide, anche quella della sostenibilità. Non disperdano le loro energie. Abbandoniamo la via tutta italiana delle complicazioni”. Il ministro Fassina ha inoltre annunciato una importante novità ed è relativa ad un cospicuo finanziamento per stanziare risorse sulla questione dei lavoratori esodati. Ma Raffaele Bonanni, leader della CISL avverte: “La legge di stabilità deve varare un meccanismo serio che colleghi i soldi che si risparmiano dalla spesa deviata e dall’evasione direttamente e automaticamente per la riduzione delle tasse. Abbiamo chiesto questo al presidente del Consiglio, ci pare che voglia farlo aspettiamo che ci sia l’emendamento del governo che attesti un fatto così importante per riprendere i consumi e per considerare redditi più bassi”.

Carla Liberatore 

Metodo Stamina arriva un primo importante sì

Il caso di Noemi, bambina di 18 mesi affetta da una grave forma di malattia degenerativa ha ormai fatto il giro del mondo. Nei giorni scorsi i tribunali di L’Aquila e di Lamezia Terme hanno dato l’assenso per le cure con il metodo Stamina per Noemi e per una donna di Brescia affetta da sclerosi multipla amiotrofica. Inizia dunque così un nuovo corso di cure mediche per le quali diversi gruppi di cittadini, persone con gravi malattie e alcune associazioni per i diritti umani si battono ormai da anni. Per quanto riguarda nello specifico il caso della piccola Noemi, in precedenza il tribunale di Chieti dette ben due esiti negativi, costringendo così la famiglia della bambina a dover rinunciare a cure che invece potrebbero essere fondamentali per la crescita e il futuro della piccina. A questi due verdetti, Andrea, il papà di Noemi, si era opposto presentando un reclamo al governatore della regione Abruzzo e pochi giorni fa è arrivato finalmente il parere favorevole da parte del tribunale di L’Aquila. Noemi affetta da una terribile malattia che progressivamente le atrofizza i muscoli riducendole anche di volume la cassa toracica e impedendole di respirare, è originaria di Guardiagrele in provincia di Chieti ha vinto la sua battaglia per la vita e ora ha una grande possibilità di cura che mai era stata autorizzata prima. Di fatto ciò che impediva alla piccina e a tutte quelle persone affette da gravi malattie come la sua, era più un vizio di forma burocratico che secondo il giudice di Lamezia Terme implicava una ingiusta disparità di trattamento fra le e gli altri soggetti affetti e dunque non era stato preso in considerazione in precedenza neanche il parere dei medici, bensì soltanto un diniego pervenuto per cause di natura giurisdizionale. Ma purtroppo il caso del diniego delle cure alla piccola Noemi non è stato un fatto isolato poiché nei mesi scorsi la sospensione delle cure con metodo Stamina ha colpito anche Davide Vannoni, persona che da anni soffre della medesima malattia e il TAR del Lazio è stato costretto a sospendere la commissione del ministero della Salute che gli aveva bloccato la possibilità di cura con questo metodo. A seguito di questo episodio avvenuto nel Lazio, il ministro Lorenzin ha promesso che presto sarà insediata una nuova commissione che si occuperà di esaminare i casi relativi al metodo Stamina. Sulla questione è intervenuto anche il governatore della regione Veneto, Zaia, il quale si è detto disponibile a offrire ai malati affetti da malattie degenerative, le strutture presenti nella sua zona a patto che le richieste pervengano direttamente dal Ministero della Salute. Contraria invece a questo metodo di cura rimane la senatrice a vita Elena Cattaneo la quale sostiene che l’unica sperimentazione attendibile su questo metodo è quella effettuata dall’università di Modena-Reggio Emilia con l’ospedale San Raffaele di Milano e ha aggiunto anche che il metodo Stamina non ha alcun valore scientifico.

CL