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POLITICA

Intelligenza e Creatività: «la scuola sia più attenta alle differenti peculiarità degli alunni»

«Ho partecipato molto volentieri in questo fine settimana al convegno su ‘Intelligenza e Creatività’ che si è tenuto a Milano a Palazzo Marino, ritenendo molto valido l’appuntamento al quale siamo stati invitati noi parlamentari della Commissione Istruzione per rendere noto che c’è una carenza di attenzione e di riconoscimento nei confronti dei bambini plus-dotati che spesso vivono la difficoltà di essere riconosciuti come tali all’interno delle scuole italiane e per sottolineare la carenza dei necessari supporti relativi all’accrescimento delle loro potenzialità». – È quanto dichiarato dalla cittadina senatrice M5S Enza Blundo a margine del convegno.
«I bambini plus-dotati vengono spesso tacciati erroneamente quali disturbatori delle lezioni e a volte rischiano di essere emarginati per la loro intelligenza vivida che li conduce inesorabilmente a una condizione di noia durante le ore scolastiche, quando la scelta didattica  non favorisce l’interesse e la creatività dei ragazzi. Queste carenze, costringono i plus-dotati a manifestarsi cercando di attirare l’attenzione e scuotere la linearità a cui vengono sottoposti e di conseguenza possono essere scambiati per bambini ipo-dotati, ciò accade soprattutto in coloro che esprimono una forte intelligenza creativa, bambini definiti anche come “creativi selettivi divergenti».
«Ho dato il mio contributo al convegno riconoscendo l’importanza di una didattica inclusiva e diversificata. La riforma della scuola avrebbe dovuto indirizzarsi anche su questa tematica valorizzando tutte le esperienze che vengono vissute quotidianamente nelle scuole italiane le quali, a loro volta, possono attingere al patrimonio pedagogico e metodologico che abbiamo. Occorre considerare l’intera classe come un insieme di diversità che a loro volta rappresentano una delle maggiori ricchezze di una società civile e far sentire ciascuno in grado di dare il proprio contributo in una dimensione collaborativa e costruttiva». «Su questo, il Movimento 5 Stelle» – prosegue Blundo – «ha ottenuto delle agevolazioni economiche con l’abbassamento dell’aliquota IVA sui costi dei libri elettronici, favorendo un lavoro di sinergia fra insegnanti ed alunni per creare tali testi, evitando livellamenti intellettuali e valorizzando ciascun alunno nel rispetto delle sue specificità» – Conclude Blundo

Sen. Enza Blundo

Movimento 5 Stelle movimento-5-stelle-enza-blundo

Convegno adozioni internazionali in coincidenza della Perdonanza

La cittadina senatrice di M5S Enza Blundo nel suo intervento del 26 agosto scorso nell’ambito Convegno nazionale che si è svolto a Gabicce Mare, ha invitato le autorità a svolgere il prossimo appuntamento annuale sull’infanzia e le adozioni internazionali a L’Aquila vista anche la concomitanza con il periodo della Perdonanza Celestiniana e il messaggio umano di solidarietà e accoglienza che rappresenta.

Nel suo intervento Enza Blundo (Vice Presidente della Commissione Infanzia e Adolescenza) ha affermato: «L’adozione internazionale dovrebbe essere una priorità dello Stato. L’inserimento in famiglia è la vera cultura dell’integrazione. È l’unico ambiente in cui un figlio, sia esso biologico o adottivo, per una crescita serena del minore». Così ha aperto il suo discorso la Senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle e ha aggiunto: «la società deve prendere atto della ricchezza della famiglia. In questo la classe dirigente dovrebbe dare la direzione a cui tendere per dare fiducia e speranza, fermo restando che non si possono dimenticare le responsabilità del singolo. Nel caso delle adozioni internazionali, questo vuol dire sostenere costantemente le famiglie che intraprendono l’iter adottivo, nella fase precedente e soprattutto nel post adozione». Quindi per Blundo l’adozione dovrebbe essere una priorità dello Stato in quanto le coppie e soprattutto i bambini non possono essere lasciati soli dalle istituzioni. Lo Stato deve supportare, favorire e aiutare le famiglie desiderose di formarsi. «Nell’ultimo anno – prosegue Blundo – sono arrivate al Governo sollecitazioni e richieste ma poi manca la volontà politica di dare risposta a queste domande. Occorre valutare le vere priorità e invece l’impegno parlamentare è rivolto ad altro». A conclusione dell’intervento Enza Blundo ha ribadito il sostegno al fianco delle famiglie accoglienti per far rinascere la adozioni internazionali e ha rivolto l’invito al Presidente di Ai.Bi, Marco Griffini, a organizzare la XXV incontro di Studio e Formazione che si tiene sempre nell’ultima settimana di agosto, nella città di L’Aquila: «una città ferita – conclude Blundo – che però sta dimostrando giorno dopo giorno la propria forza e determinazione a rinascere. La stessa forza ed energia che ha Ai.Bi nel far rinascere la adozioni internazionali. Uniti ce la faremo»

Redazione Adozioni internazionalimovimento-5-stelle-enza-blundo

L’Aquila: M5S, lo spettacolo indegno dei rifiuti

Lo spettacolo indegno che la nostra città rischia di offrire ai turisti richiamati dalla Perdonanza Celestiniana causa presenza di ingenti quantità di rifiuti abbandonati in varie aree del capoluogo  e nelle vicinanze dei cassonetti ancora presenti nelle periferie è figlio principalmente di una disattenta e disorganica politica ambientale attuata da parte dell’amministrazione comunale oltre che a comportamenti censurabili di alcuni cittadini. L’aumento delle tasse sui rifiuti non ha portato nessun beneficio per gli utenti ulteriormente tartassati, basti pensare che per il ritiro dei rifiuti ingombranti permangono le lamentele di tempi di attesa oltremodo lunghi. Mentre l’attuale area di ricezione rifiuti ingombranti ubicata presso i locali dell’AMA a Pile è visibilmente al limite del collasso, non si ha ancora nessuna confortante notizia sull’entrata in esercizio della nuova piattaforma ecologica di tipo “A” con stazione ecologica annessa prevista presso il capannone di proprietà dell’A.S.M. SpA di  Bazzano. Solo poco più di un anno fa (il 26 giugno 2014) il primo cittadino, l’amministratore delegato dell’ASM e l’assessore regionale all’ambiente Mazzocca festeggiavano in pompa magna il taglio del nastro per l’avvio dei cantieri per la realizzazione delle sopracitate opere, interventi che a detta dei diretti interessati dovevano essere realizzate entro il primo trimestre del 2015 e sarebbero servite a intercettare il flusso di raccolta differenziata, ancora ben al di sotto di quanto previsto dalle normative vigenti, nonché a incentivare la raccolta di RAE e altri materiali. Interventi peraltro già finanziati da parte del Comune di L’Aquila e della Regione Abruzzo, per un importo di circa 1.957.142,86 euro ma che al momento non vedono ultimazione e non se ne conoscono le cause. Oltre al danno di immagine offerto ai visitatori per la presenza di rifiuti ingombranti abbandonati, il ritardo nella realizzazione di tali impianti non può non avere che riflessi negativi sulle tasche dei cittadini aquilani visto che su di essi non potranno non gravare i costi che devono essere sostenuti per l’affitto delle attuali aree dall’AMA presso il deposito di Pile concesse alla società ASM. Sempre in riferimento alla ASM Spa, si rileva che nella apposita sezione del sito web della società, sotto la voce Amministrazione Trasparente, l’ultimo bilancio consultabile della società è quello relativo all’anno 2012. Infine non può non destare preoccupazione ed essere lasciato cadere nel vuoto quanto recentemente segnalato dalle varie sigle sindacali sul mancato rispetto degli accordi da parte dell’azienda. Sollecito l’amministratore delegato dell’ASM SpA dott. Cordera e il sindaco di l’Aquila a fornire ai cittadini aquilani con l’urgenza del caso i chiarimenti su quanto sopra rappresentato.

 

L’Aquila Meet Up

Beppe Grillo

Movimento 5 Stelle

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Che cosa è diventato il Movimento 5 Stelle?

Che cosa è diventato il Movimento 5 Stelle?

Varie volte, in questi giorni in cui toni e modi dei grillini sono sotto accusa, mi è capitato di leggere il ritornello: è sbagliato parlare di fascismo per via di qualche sciocchezza detta o fatta da pochemele marce. Ciò che conta è la forza propositiva del movimento, unica vera forma di opposizione in Italia. Tale ragionamento viene avanzato, di solito, dai tantissimi attivisti a Cinque stelle per bene, seri e animati da sincere intenzioni costruttive.

No, cari attivisti, è troppo semplice risolvere la questione in questo modo. Anzitutto, l’opposizione portata finora dal movimento cui partecipate è stata risibile e inconcludente. Ma non è questo il punto.

Il punto è che dovete chiedervi in quale parte dell’arco costituzionale voi, persone per bene, siete finiti a fare politica attiva. Un movimento che si caratterizza per un totale e ostentato controllo da parte dei suoi due leader, per l’immediata repressione di ogni forma di dissenso interno, per il manifesto disprezzo delle istituzioni e per la sua crescente tendenza anti-parlamentare, per le esplicite e reiterate pulsioni xenofobe, sessiste e razziste (non solo tollerate ma anche aizzate dal caposupremo), per i toni e il linguaggio estremi e volgari, per gli incitamenti sempre più frequenti alla violenza (soprattutto di genere), per lo squadrismo digitale (tempeste di insulti e di minacce rivolte con svizzera precisione a chiunque osi criticare il movimento, dall’interno o dall’esterno), per le liste di proscrizione dei giornalisti non amici, per il dileggio collettivo della cultura e degli intellettuali, per il rifiuto ostinato di ogni forma di complessità, e per la sbarazzina superficialità con cui viene liquidata la storia recente del nostro paese.
Un movimento in cui la grandissima maggioranza dei partecipanti non batte ciglio né prova la benché minima forma di preoccupazione nella lettura di decine e decine di commenti che incitano alla violenza sessuale sulla pagina Facebook del capo, o nel veder diventare virali sui social network foto che mostrano il rogo dei libri scritti dal dissidente di turno.

Ecco, un movimento così è, oggi, la casa naturale dei fascisti. Perciò è logico che chi abbia delle tendenze fasciste voglia rifugiarsi lì.

E voi che siete persone per bene, serie e animate da sincere intenzioni costruttive non potete più ignorarlo. Ci sono momenti in cui bisogna prendere posizioni dolorose. Siete finiti nella casa naturale dei fascisti in un paese che il fascismo l’ha già rovinosamente sperimentato, neanche tanto tempo fa, e che sta attraversando la più dura crisi economica del dopoguerra. Siete in compagnia di tante, tantissime persone che sono, chi più, chi meno, portatrici di idee e di modi non democratici. Se questo non vi fa sentire a disagio, è il momento di porsi delle domande. Se tollerate, e omettete di stigmatizzare, il fascismo che sta fiorendo proprio accanto a voi, ne siete responsabili anche voi.

E con questo non voglio in alcun modo sostenere che dobbiate andare a parare a sinistra. Al contrario. I partiti di sinistra sono stati finora la più mortale delle delusioni, per me come per tanti di voi. Né penso che i tratti antidemocratici del movimento di Grillo debbano far passare in secondo piano l’eversione sistematica e organizzata dall’alto di cui è stato ed è tuttora portatore il berlusconismo. Anzi.  L’incapacità della sinistra, l’eversione berlusconiana e lo squadrismo grillino sono aspetti parimenti gravi della tragedia politica in cui è sprofondato il nostro paese.

A quale porta possano bussare oggi i delusi francamente non lo so. Al punto che, per la prima volta nella vita, ho smesso di considerare esecrabile l’astensione, e anzi provo la massima empatia per chi a votare proprio non ci riesce più. E anche per i tanti colleghi e amici che hanno i mezzi, il coraggio, e l’età per lasciare questo paese sempre più povero di speranza. Ma noi che rimaniamo, pur delusi, dobbiamo almeno riattivare i nostri anticorpi democratici, prima che sia tardi.

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“Besame Mucho” il nuovo romanzo di Carla Liberatore

Il nuovo libro dell’autrice e poeta aquilana è un forte atto d’accusa non solo verso la società retrograda, omofobica e maschilista degli anni ’80, ma è anche una cruenta riflessione sull’attuale sistema sociale del nuovo millennio che porta in sé numerosi cambiamenti ma che è ancora molto lontano da una profonda coscienza e dall’effettivo rispetto dell’umano.

Come nel genere dell’autrice stessa, il libro si articola in attimi di spensieratezza a tratti piuttosto infantile fino ad arrivare a quei deliri amorosi e comunque poetici di cui la sua vita è intrisa e li racconta con le migliori parole che l’emozione le comporta. Anche Besame Mucho, così come il suo primo romanzo: ‘Fra l’odio e l’amore’, narra di storie al margine, di quei pezzi di vita degli esclusi di coloro che per una ragione o per l’altra hanno vissuto in un modo borderline. La rabbia è spezzata dai tratti d’amore e l’amore è concluso con l’abbandono, ma all’autrice piacciono i lieto fine e dunque anche in questo ultimo romanzo si potrà tirare un sospiro di sollievo e un sorriso.

 

La peggiore delle miserie umane è l’ipocrisia delle regole. Non esiste religione, governo, dogma o illusione che possa far tacere l’onor dell’essere
Tratto da
‘Besame Mucho’
di Carla Liberatore
Teke Edizioni
(pubblicazione dicembre 2013)

Disponibile dal 7 gennaio in tutte le librerie italiane su ordinazione, oppure lo si può prenotare presso il sito www.tekeditori.com senza alcuna spesa di spedizione. Basta contattare la casa editrice dal sito e ordinarne la copia.

 

INTRODUZIONE
Besame Mucho”, titolo di una famosa e struggente canzone d’amore degli anni ’50 che si ripropone nella magia delle sue note accompagnando a tratti la vita di due ragazzine quindicenni che si incontrano negli anni ’80 e come tutte le adolescenti percorrono i loro passi a volte fuggendo e a volte affrontando la vita. Si perdono per rincontrarsi dopo 25 anni senza che nessuna delle due abbia dimenticato l’altra. Tutto inizia con la loro incessante e insaziabile ricerca d’amore, amore che si offrono senza prenderlo. Invase dai sentimenti e dalle emozioni le loro adolescenze fioriscono, muoiono e rifioriscono, fra il cemento grigio e la grettezza istituzionale di una città di provincia. Combattive, ribelli e impaurite cercano la loro chiave per vivere che trovano definitivamente solo dopo un quarto di secolo. Vivono un’amicizia che pone le radici in una inconfessabile attrazione sessuale che svanisce non appena i corpi si avvicinano, da lì inizia la fuga di una delle due e il nascondersi nella vergogna dell’altra. Ciò dimostra come un amore non espresso possa tutto sommato trasformarsi in una profonda e indistruttibile amicizia. Il percorso è tracciato nelle parole di una lettera di Etta per Lory che prosegue il suo cammino nel vagabondare fra le strade di una grande città fuggitiva da un amore perduto in gioventù. Nasce una lettera con parole conservate per 15 anni tenuta gelosamente in una tasca fra vesti di stracci. Risorge la loro amicizia quando Lory la ritrova ai piedi di una chiesa. Etta si racconta in passaggi di rabbia, amore e spiritualità, conversa con Lory denunciando quanto la società attuale sia umanamente improponibile e pone l’attenzione sull’umanesimo culturale. Le racconta i suoi deliri d’amore e ribellione avendo nel cuore la gratitudine e la commozione della loro amicizia che mai è terminata e che mai avrà fine. Le cornici che accompagnano il percorso sono composte da poche descrizioni e dai molti tormenti interiori di Etta, che a un certo punto della sua esistenza viene invitata da Lory a smetterla di fuggire e a riprendere in mano la propria vita per affrontare sé stessa, le sue paure, il suo presente e il suo passato. La magia termina in un limbo inaspettato.
Besame Mucho’ di Carla Liberatore
Edizioni Teke (dicembre 2013)

 

Chi è Carla Liberatore

Nasce a L’Aquila il 23 marzo del 1967 da padre partigiano e madre reduce dai bombardamenti di Roma durante la seconda guerra mondiale.

A soli 8 anni comprende di essere diversa dagli altri bambini della sua età perché con sua grande sorpresa capisce che le piacciono le sue compagne di scuola.

Rinnega la sua identità omosessuale fino a 27 anni ma solo due anni dopo l’accetta in maniera definitiva vivendola con serena tranquillità sotto gli occhi di tutti e senza alcuna vergogna verso sé stessa.

Vive una vita ai margini fin dall’adolescenza, additata, chiacchierata e spesso condannata dalla società provinciale che nulla vuole avere a che fare con personaggi scomodi come lei. Tutt’oggi, Carla Liberatore è considerata colei che è stata la prima donna lesbica attivista dichiarata e impegnata pubblicamente e socialmente nei diritti civili e umani in Abruzzo senza alcuna bandiera partitica.

La discriminazione e l’emarginazione la portano ad uno stato di completa povertà e solo grazie al suo coraggio al suo estro e alla sua creatività, unitamente agli espedienti imparati vivendo per la strada, riesce a mantenersi a stento a galla in una vita quasi normale.

A 32 anni diventa quasi giornalista, scrivendo per alcune testate che non le fanno apporre la firma sugli articoli proprio a causa di ciò che lei rappresenta in ogni senso sia sessuale e sia sociale.

Finalmente a 35 anni inizia a firmare articoli per la pagina locale di un quotidiano nazionale e nel dicembre del 2004 finisce di scrivere e si auto-pubblica il suo primo romanzo ‘Fra l’odio e l’amore’, definito il primo libro che narra esplicitamente di un amore lesbico, che sia mai stato pubblicato in Abruzzo e riscuote un enorme successo visto che non aveva alcun editore alle spalle e nessuna distribuzione se non quella diretta tramite internet o con il passaparola, alla fine, il testo, ha venduto qualcosa come più di 2000 copie.

Nell’anno 2004-2005 scrive il primo articolo di successo ‘Mondi Diversi’ pubblicato dalla redazione internet con cui aveva iniziato una collaborazione e poi ripreso da decine di altri siti a tema omosessuale e diviene l’articolo più letto del web, con più di 300mila letture.

Sempre nell’anno 2004-2005 arriva seconda al primo concorso letterario a cui ha partecipato, indetto dall’editore Malatempora, di cui alla giuria Jessica Rabbin famosa autrice di discussi testi che tanto fecero scalpore fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, con un racconto breve, poi pubblicato su di un libro raccolta del concorso.

Nel 2004 fonda il primo gruppo di aspiranti giornalisti per i diritti civili e umani (Gaya Cronisti senza Frontiere), coi quali edita un giornale web dedicato ad una nutrita mailing list con più di 10mila lettori. Il giornale andrà avanti fino al marzo del 2009, poi interrotto a causa del terremoto di L’Aquila.

Nei 5 anni intercorsi in cui Carla ha ideato Gaya CsF, si sono unite tante anime di ragazzi gay, lesbiche e transessuali intorno a lei fino a formare il primo gruppo di attivisti nella città aquilana, in particolare formato da ragazze della sua età o di poco più giovani. Il gruppo in seguito si unirà all’esperienza associativa di Arcigay e Arcilesbica.

Nel 2005-2006 partecipa al secondo concorso letterario, indetto dalla redazione del sito Fuori Spazio, di cui alla giuria la famosa scrittrice Barbara Alberti, arrivando prima a pari merito con altri tre autori.

Fra il 2005 e il 2006 decide di dedicarsi solo ed esclusivamente al giornalismo del web e inizia numerose collaborazioni con varie testate giornalistiche minori, ma nel contempo impronta altre collaborazioni importanti con redazioni televisive di programmi molto popolari a livello nazionale.

Nel gennaio del 2007 con il suo gruppo di attivisti-cronisti, fonda il primo Arcigay in Abruzzo, a L’Aquila, intitolato al compianto scrittore, giornalista e storico gay attivista – Massimo Consoli – con il quale marchio associativo inizia una serie di fortunate attività che riscuotono l’attenzione di vari media locali e nazionali e nel giugno del 2008 ‘espugna’ il castello cinquecentesco di L’Aquila celebrando in loco i primi matrimoni gay simbolici della storia italiana. Evento che riscosse un enorme successo di stampa nazionale, locale ed estera.

Fra il 2007 e il 2009, Carla Liberatore inizia una fortunata attività di uffici stampa per lo spettacolo, la politica, l’associazionismo e per conto di personaggi famosi e meno famosi, attività che porta ancor oggi avanti unitamente alla pubblicazione aperiodica di alcuni suoi articoli per conto di vari siti internet.

Nel 2009 con il gruppo di ragazzi e ragazze di Arcigay L’Aquila, fu uno dei primi a dare l’allarme a causa dello sciame sismico che poi purtroppo sfociò nella tragedia del 6 aprile. Il gruppo Arcigay di L’Aquila fu fra i primi a prestare soccorso nei minuti immediatamente successivi alla tragedia essendo stati loro stessi i primi ad organizzarsi per qualunque evenienza. In seguito i ragazzi e ragazze di Arcigay e Carla Liberatore prestarono la loro opera di volontari nelle tendopoli e negli alberghi dove venivano accolti i concittadini aquilani. Le attività di sociali con la bandiera di Arcigay L’Aquila furono interrotte dal 2009 al 2012 ma sono proseguite in questi tre anni con l’adesione dei ragazzi e ragazze alle numerose iniziative post terremoto.

Nei tre anni trascorsi in esilio sulla costa abruzzese, Carla Liberatore ha contribuito alla nascita di altri comitati Arcigay nelle provincie della regione e alla nascita del gruppo di Arcilesbica regionale e nel settembre del 2009 ha realizzato la seconda manifestazione di matrimoni gay simbolici in Italia, nella zona di Pineto in provincia di Teramo. Manifestazione che riscosse notevole successo di pubblico e mediatico, evento in cui vennero sposate due coppie di giovani ragazzi gay e una coppia di giovanissime ragazze lesbiche.

A livello giornalistico, nel 2011, Carla Liberatore partecipa al concorso indetto dalla Comunità Europea per la sezione ‘Giornalismo per i Diritti Civili e Umani’, piazzandosi al 35esimo posto fra decine di migliaia di scritti e sempre nello stesso anno forma lo staff di Cosmo Social Media da cui il sito e la pagina Facebook di AGS Cosmo, sito poi chiuso per mancanza di fondi e riaperto sotto forma di blog quasi due anni dopo.

Nel 2012 a ritorno dall’esilio post sisma, l’autrice aquilana ha fatto ripartire le attività di Arcigay L’Aquila ricominciando dai giovani e giovanissimi, con il prezioso apporto del responsabile del gruppo giovani, Leonardo Dongiovanni, diventato in seguito il Segretario rappresentante dell’associazione, con il quale ha realizzato il primo Festival Nazionale dei Diritti Civili e Umani.

Durante tutto il 2013, Carla Liberatore ha iniziato a dedicarsi solo alla sua attività lavorativa di giornalista free lance mai iscritta all’albo, a continuare a scrivere il suo terzo romanzo e a pubblicare il secondo ‘Besame Mucho’ grazie alla casa editrice Teke di Roma e ha partecipato al concorso per poesia intitolato ad Alda Merini, piazzandosi fra i primi 13 autori emergenti dell’anno.

Oggi Carla Liberatore si dedica all’attività di uffici stampa con la quale sta apportando nuovi progetti di sviluppo e occupazione sia a livello cittadino che regionale, alla stesura del suo terzo romanzo e alla sua amatissima compagna di vita; avendo così ceduto definitivamente lo scettro delle attività sociali di Arcigay L’Aquila all’amato nipote adottivo, Leonardo Dongiovanni.

Carla Liberatore ha 46 anni e parecchi acciacchi di salute, ma porta in sé l’orgoglio e la fierezza di chi sa di aver compiuto nonostante tutto e tutti, quello che di meglio una persona può fare nella sua vita, dedicandosi a degli ideali sociali senza falsi idealismi politici e personali e mossa solo dalla disperazione di una rabbia intrinseca che aveva un’urgente necessità di manifestarsi in modo più costruttivo possibile e intende continuare a mantener fede alla promessa fatta nel primo libro che è quella di dare voce a chi è stato ammutolito dall’emarginazione e dalla violenza della discriminazione, attraverso i suoi scritti, i suoi racconti, le sue poesie, i suoi romanzi e i suoi articoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sindaco e la giunta rinunciano allo stipendio: troppa povertà

Il sindaco e la giunta rinunciano allo stipendio: troppa povertà

Con cinquantamila euro costituiranno un fondo per i poveri del paese. la giunta di Avella rinuncia alle indennità.

Quello delle famiglie in difficoltà ad Avella oggi è un oceano in tempesta, per questo gli amministratori della cittadina hanno rinunciato alle loro indennità e col gruzzolo rimediato, circa 50mila euro, hanno istituito un fondo per le emergenze sociali.

Una iniziativa che risponde alle recenti richieste della Caritas e delle associazioni locali che hanno segnalato alle istituzioni ed ai privati il dilagante diffondersi di nuclei familiari sulla soglia della totale indigenza, ad un passo dalla bancarotta sociale.

Con cinquantamila euro costituiranno un fondo per i poveri del paese. la giunta di Avella rinuncia alle indennità.

Quello delle famiglie in difficoltà ad Avella oggi è un oceano in tempesta, per questo gli amministratori della cittadina hanno rinunciato alle loro indennità e col gruzzolo rimediato, circa 50mila euro, hanno istituito un fondo per le emergenze sociali.

http://www.ilmattino.it/avellino/avella_avellino_biancardi_stipendio_poveri/notizie/351591.shtml20131106_biancardi.jpg (1)

Luttwak: “Cancellieri in America fatta dimettere in un nanosecondo. Italia paese da 3°mondo”

Luttwak: “Cancellieri in America fatta dimettere in un nanosecondo. Italia paese da 3°mondo”

Luttwak distrugge la Cancellieri durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara”

Cancellieri? Questa storia qui ha avuto un impatto, è incredibile che non si sia dimessa immediatamente. Lei non può intervenire su una singola persona, è come se avesse rubato un mobile nel suo ufficio. Le persone accusate avevano fatto guadagnare il figlio, lei è stata presa con le mani nel sacco

Quello che ha fatto – dice – è rubare nel pubblico e mettere nel privato. In altri paesi avrebbero dato subito le dimissioni. Tutte le scuse fanno ridere. Letta aveva promesso quando è venuto in America che finalmente l’Italia avrebbe adottato altri comportamenti come altri paesi europei, non africani. E questa promessa viene subito tradita. Letta doveva buttarla fuori dal governo”.

Dice ancora Luttwak: “Come ministro non poteva intervenire con una persona che conosce. E‘ assurdo, è palese, ovvio, evidente. La Idem ha fatto bene a dimettersi anche per una piccola cosa. Il fatto che la Cancellieri non lo faccia significa che l’Italia è un paese dell’Africa, dove trovano resti umani nel frigorifero e i leader non si dimettono”.

“Un ministro – prosegue Luttwak – può intervenire per qualcosa che beneficia qualsiasi individuo, ma solo per un interesse pubblico, non per un legame privato. Qui c’è anche un legame economico attraverso il figlio. Forse ha fatto liberare la Ligresti perché ricattata dalla famiglia. Tutte le possibilità si aprono. In America, e non solo, ci sarebbero state le dimissioni istantanee, in un nanosecondo”.luttwak

CIIP AVVICINA L’ITALIA ALL’EUROPA E UNISCE CAMERA e SENATO IN IMPEGNI CONGIUNTI

CIIP AVVICINA L’ITALIA ALL’EUROPA E UNISCE CAMERA e SENATO IN IMPEGNI CONGIUNTI

FUCKSIAOggi 25 ottobre nell’ambito della settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro 2013, presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica, si è svolto l’evento ” MI IMPEGNO PER LA PREVENZIONE” , 2° International Panel sulla salute, la sicurezza e la diffusione della cultura della prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro, organizzato dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) e col patrocinio di: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero della salute, Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, International Social Security Association (ISSA), INAIL. All’evento presieduto da Rino Pavanello e Giancarlo Bianchi, sono intervenuti durante i lavori della mattinata in ordine i relatori On. Jole Santelli, sottosegretaria Ministero del Lavoro, Luigi CAL, Direttore ILO per l’Italia, Hans Horst Konkolewsky Segretario Generale ISSA, Nicoletta Cornaggia delegata Conferenza delle Regioni, Sen. Serenella Fucksia segretaria Commissione Sanità, On. Antonio Boccuzzi della Commissione Lavoro.

I rappresentanti del Governo e del Parlamento hanno concordato con le proposte di indirizzo della CIIP, convergendo sulla priorità della prevenzione e della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, come obiettivo strategico per i prossimi impegni legislativi e come valore culturale fondamentale da promuovere per una politica strategica di promozione del Paese anche in vista del semestre europeo.

Occasione in cui l’Italia potrebbe cessare di essere un “buco nero” pronto a recepire decisioni altrui, diventando invece una fonte di luce, che facendo tesoro delle best practice europee e mondiali, promotrice di una nuova visione della gestione della sicurezza sul lavoro e della tutela della salute negli spazi di lavoro e di vita.

La mancata prevenzione costa ogni anno allo Stato italiano oltre 60 miliardi di euro. Investire in prevenzione oltre a non essere uno spreco di risorse, rappresenta una ottima opportunità con ricadute positive anche sotto il profilo economico.

10 le proposte CIIP per investire in prevenzione ed attuare il miglioramento del D.Lgs. 81/2008, ancora incompiuto per certi aspetti e da rivedere per altri.

Si prevede tra le principali iniziative:

– la tutela della legalità, regolarità e dignità di tutti i lavoratori e la diffusione estensiva della cultura della prevenzione;

– l’approvazione del LIBRETTO FORMATIVO a tutela di aziende e lavoratori anche in funzione di una formazione non ripetitiva ed un risparmio delle risorse;

– il REGISTRO dei soggetti professionali abilitati allo svolgimento di ruoli di strategica importanza come la figura del Docente qualificato all’insegnamento della Sicurezza, l’RSPP, l’ASPP, degli enti paritetici e degli organismi bilaterali e delle Associazioni di promozione della Salute e Sicurezza di rilevanza nazionale;

– l’estensione ed il miglioramento della qualità della formazione a tutte le figure coinvolte in ambito lavorativo distinguendo il concetto di informazione da quello di formazione;

– l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro;

– l’attivazione completa del SINP (Sistema Informativo per la Prevenzione nei luoghi di lavoro); il recepimento delle Convenzioni ILO n. 155 e 187;

– la ridefinizione dei profili di rischio (sostituzione del termine rischio basso per la salute con irrilevante), dei ruoli delle denominazioni di alcune figure della Prevenzione tra cui quella del Medico del Lavoro, superando la attuale e riduttiva denominazione di Medico Competente ed investendo lo stesso di un ruolo più centrale e di coordinamento;

– l’ampliamento dell’istituto dell’INTERPELLO;

– l’ottimizzazione della PA, garantendo congrue risorse alle attività di prevenzione e migliorando il coordinamento il coordinamento e le attività tra enti centrali e Regioni;

– la garanzia dei LEA TSLL (livelli essenziali di assistenza e prevenzione sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) all’interno del PNP (Piano nazionale della prevenzione) e della programmazione regionale in materia sanitaria;

– istituzione della settimana della prevenzione e proclamazione del 2014 come anno della prevenzione.

La sicurezza non deve più essere un mero adempimento formale, ma deve diventare un fatto concreto di comprovata efficacia.

 

Sen. Serenella Fucksia e On. Antonio Boccuzzi