Crea sito

Intelligenza e Creatività: «la scuola sia più attenta alle differenti peculiarità degli alunni»

«Ho partecipato molto volentieri in questo fine settimana al convegno su ‘Intelligenza e Creatività’ che si è tenuto a Milano a Palazzo Marino, ritenendo molto valido l’appuntamento al quale siamo stati invitati noi parlamentari della Commissione Istruzione per rendere noto che c’è una carenza di attenzione e di riconoscimento nei confronti dei bambini plus-dotati che spesso vivono la difficoltà di essere riconosciuti come tali all’interno delle scuole italiane e per sottolineare la carenza dei necessari supporti relativi all’accrescimento delle loro potenzialità». – È quanto dichiarato dalla cittadina senatrice M5S Enza Blundo a margine del convegno.
«I bambini plus-dotati vengono spesso tacciati erroneamente quali disturbatori delle lezioni e a volte rischiano di essere emarginati per la loro intelligenza vivida che li conduce inesorabilmente a una condizione di noia durante le ore scolastiche, quando la scelta didattica  non favorisce l’interesse e la creatività dei ragazzi. Queste carenze, costringono i plus-dotati a manifestarsi cercando di attirare l’attenzione e scuotere la linearità a cui vengono sottoposti e di conseguenza possono essere scambiati per bambini ipo-dotati, ciò accade soprattutto in coloro che esprimono una forte intelligenza creativa, bambini definiti anche come “creativi selettivi divergenti».
«Ho dato il mio contributo al convegno riconoscendo l’importanza di una didattica inclusiva e diversificata. La riforma della scuola avrebbe dovuto indirizzarsi anche su questa tematica valorizzando tutte le esperienze che vengono vissute quotidianamente nelle scuole italiane le quali, a loro volta, possono attingere al patrimonio pedagogico e metodologico che abbiamo. Occorre considerare l’intera classe come un insieme di diversità che a loro volta rappresentano una delle maggiori ricchezze di una società civile e far sentire ciascuno in grado di dare il proprio contributo in una dimensione collaborativa e costruttiva». «Su questo, il Movimento 5 Stelle» – prosegue Blundo – «ha ottenuto delle agevolazioni economiche con l’abbassamento dell’aliquota IVA sui costi dei libri elettronici, favorendo un lavoro di sinergia fra insegnanti ed alunni per creare tali testi, evitando livellamenti intellettuali e valorizzando ciascun alunno nel rispetto delle sue specificità» – Conclude Blundo

Sen. Enza Blundo

Movimento 5 Stelle movimento-5-stelle-enza-blundo

Convegno adozioni internazionali in coincidenza della Perdonanza

La cittadina senatrice di M5S Enza Blundo nel suo intervento del 26 agosto scorso nell’ambito Convegno nazionale che si è svolto a Gabicce Mare, ha invitato le autorità a svolgere il prossimo appuntamento annuale sull’infanzia e le adozioni internazionali a L’Aquila vista anche la concomitanza con il periodo della Perdonanza Celestiniana e il messaggio umano di solidarietà e accoglienza che rappresenta.

Nel suo intervento Enza Blundo (Vice Presidente della Commissione Infanzia e Adolescenza) ha affermato: «L’adozione internazionale dovrebbe essere una priorità dello Stato. L’inserimento in famiglia è la vera cultura dell’integrazione. È l’unico ambiente in cui un figlio, sia esso biologico o adottivo, per una crescita serena del minore». Così ha aperto il suo discorso la Senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle e ha aggiunto: «la società deve prendere atto della ricchezza della famiglia. In questo la classe dirigente dovrebbe dare la direzione a cui tendere per dare fiducia e speranza, fermo restando che non si possono dimenticare le responsabilità del singolo. Nel caso delle adozioni internazionali, questo vuol dire sostenere costantemente le famiglie che intraprendono l’iter adottivo, nella fase precedente e soprattutto nel post adozione». Quindi per Blundo l’adozione dovrebbe essere una priorità dello Stato in quanto le coppie e soprattutto i bambini non possono essere lasciati soli dalle istituzioni. Lo Stato deve supportare, favorire e aiutare le famiglie desiderose di formarsi. «Nell’ultimo anno – prosegue Blundo – sono arrivate al Governo sollecitazioni e richieste ma poi manca la volontà politica di dare risposta a queste domande. Occorre valutare le vere priorità e invece l’impegno parlamentare è rivolto ad altro». A conclusione dell’intervento Enza Blundo ha ribadito il sostegno al fianco delle famiglie accoglienti per far rinascere la adozioni internazionali e ha rivolto l’invito al Presidente di Ai.Bi, Marco Griffini, a organizzare la XXV incontro di Studio e Formazione che si tiene sempre nell’ultima settimana di agosto, nella città di L’Aquila: «una città ferita – conclude Blundo – che però sta dimostrando giorno dopo giorno la propria forza e determinazione a rinascere. La stessa forza ed energia che ha Ai.Bi nel far rinascere la adozioni internazionali. Uniti ce la faremo»

Redazione Adozioni internazionalimovimento-5-stelle-enza-blundo

L’Aquila: M5S, lo spettacolo indegno dei rifiuti

Lo spettacolo indegno che la nostra città rischia di offrire ai turisti richiamati dalla Perdonanza Celestiniana causa presenza di ingenti quantità di rifiuti abbandonati in varie aree del capoluogo  e nelle vicinanze dei cassonetti ancora presenti nelle periferie è figlio principalmente di una disattenta e disorganica politica ambientale attuata da parte dell’amministrazione comunale oltre che a comportamenti censurabili di alcuni cittadini. L’aumento delle tasse sui rifiuti non ha portato nessun beneficio per gli utenti ulteriormente tartassati, basti pensare che per il ritiro dei rifiuti ingombranti permangono le lamentele di tempi di attesa oltremodo lunghi. Mentre l’attuale area di ricezione rifiuti ingombranti ubicata presso i locali dell’AMA a Pile è visibilmente al limite del collasso, non si ha ancora nessuna confortante notizia sull’entrata in esercizio della nuova piattaforma ecologica di tipo “A” con stazione ecologica annessa prevista presso il capannone di proprietà dell’A.S.M. SpA di  Bazzano. Solo poco più di un anno fa (il 26 giugno 2014) il primo cittadino, l’amministratore delegato dell’ASM e l’assessore regionale all’ambiente Mazzocca festeggiavano in pompa magna il taglio del nastro per l’avvio dei cantieri per la realizzazione delle sopracitate opere, interventi che a detta dei diretti interessati dovevano essere realizzate entro il primo trimestre del 2015 e sarebbero servite a intercettare il flusso di raccolta differenziata, ancora ben al di sotto di quanto previsto dalle normative vigenti, nonché a incentivare la raccolta di RAE e altri materiali. Interventi peraltro già finanziati da parte del Comune di L’Aquila e della Regione Abruzzo, per un importo di circa 1.957.142,86 euro ma che al momento non vedono ultimazione e non se ne conoscono le cause. Oltre al danno di immagine offerto ai visitatori per la presenza di rifiuti ingombranti abbandonati, il ritardo nella realizzazione di tali impianti non può non avere che riflessi negativi sulle tasche dei cittadini aquilani visto che su di essi non potranno non gravare i costi che devono essere sostenuti per l’affitto delle attuali aree dall’AMA presso il deposito di Pile concesse alla società ASM. Sempre in riferimento alla ASM Spa, si rileva che nella apposita sezione del sito web della società, sotto la voce Amministrazione Trasparente, l’ultimo bilancio consultabile della società è quello relativo all’anno 2012. Infine non può non destare preoccupazione ed essere lasciato cadere nel vuoto quanto recentemente segnalato dalle varie sigle sindacali sul mancato rispetto degli accordi da parte dell’azienda. Sollecito l’amministratore delegato dell’ASM SpA dott. Cordera e il sindaco di l’Aquila a fornire ai cittadini aquilani con l’urgenza del caso i chiarimenti su quanto sopra rappresentato.

 

L’Aquila Meet Up

Beppe Grillo

Movimento 5 Stelle

RIFIUTI L'AQUILA 3 RIFUTI L'AQUILA 1 RIFIUTI L'AQUILA 2

L’indispensabile fiaba delle Quote Rosa

L’indispensabile fiaba delle Quote Rosa

Vladimir Propp sottolinea come, in molti racconti di fate, la principessa sia un essere vendicativo e malvagio, che l’eroe riduce a più miti consigli picchiandola con tre specie di verghe. Forse gli italiani sono ancora in quella fase lì?

Ma noi donne disincantate, disilluse, un po’ schifate ma non rassegnate, non la beviamo. La bocciatura alla camera della legge sulla parità di genere, di questo obbrobrio necessario, non è il frutto avvelenato del solito pasticciaccio inscenato dal teatrino parlamentare nostrano. Se così fosse potremmo anche consolarci: è solo un altro fattaccio accaduto all’interno del Palazzo, diremmo. Uno più, uno meno. Eh no, purtroppo no. L’obbrobrio è tanto più necessario in un Paese in cui la percentuale di donne in posizioni di responsabilità, diciamo pure di potere, è irrisoria rispetto alle altre nazioni dell’occidente cosiddetto progredito.

Ma perché, in Italia, se una donna vuole sedersi su poltrone quasi sempre occupate dai culoni di vecchi elefanti maschi, deve essere il doppio più preparata, il doppio più dinamica, il doppio più brava dei suddetti? Colpa è della Bibbia? La Genesi inizia bene: “maschio e femmina li creò”. Poi, qualche riga dopo, spiega che Dio prima ha creato l’uomo e, visto che lo vedeva troppo solo, da una costola del poveretto ha ricavato lei, la donna. Da lì la storia del serpente e della mela, la donna strumento del diavolo, ecc. Dunque è la Bibbia. Ma, allora, perché nei Paesi in cui la Bibbia è molto più letta che in Italia le quote rosa non sono un problema ma una realtà sociale? Beh, allora sarà il retaggio medioevale: da una parte il Dolce Stil Novo e la donna angelicata, dall’altra la strega: nessuna possibilità di una banalissima e realissima via di mezzo. Però il medioevo lo hanno attraversato anche altri paesi europei che in fatto di parità di genere stanno molto meglio. Giusto, lasciamo perdere il medioevo.

Allora ritorniamo alle fiabe. Come quella di Biancaneve, una a cui la matrigna vorrebbe strappare il cuore e si rivolge a un cacciatore di fiducia (cosa avrà mai fatto questo cacciatore per conquistarsi la fiducia della regina? Meglio non indagare). Oppure Cappuccetto Rosso, povera miope incapace di distinguere un lupo peloso da sua nonna, oppure Pinocchio, perseguitato da una stronza affamata di attenzione e considerazione, la “Fata Turchina”. Insomma, la gentaglia che affolla le fiabe a me non piace. E comunque, care donne la nostra vita non è una fiaba dove le protagonistesono delle povere mentecatte che vengono salvate da un maschio che non si capisce perché sia più grande, più famoso, più ricco, più azzurro.

La verità è che gli uomini hanno paura a concederci spazio, al punto che quel poco che ci ritagliano l’hanno riservato a certe donne a cui se dai una mano… chissà dove la mettono!

Sabina Negri

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/lindispensabile-fiaba-delle-quote-rosa/quote-rosa520quote-rosa-593x300

Un orrore invisibile: la violenza psicologica

Un orrore invisibile: la violenza psicologica

Quando si parla di abusi sulle donne si pensa a una violenza fisica ma non è l’unica che si può subire, c’è un pericolo più subdolo che può nascere in famiglia o sul posto di lavoro…

La donna è vittima incontrastata sia di violenze fisiche da parte dell’uomo, ma soprattutto di violenza psicologiche. Quest’ultime non lasciano segni visibili sul corpo ma sono da considerare tra gli abusi e maltrattamenti che lasciano segni permanenti e devastanti.

Violenza psicologica sulle donne

Sono troppe le notizie che ci arrivano tutti i giorni dai media e dalla carta stampata di donne vittime dei loro partner, mariti, fidanzati ma, a volte, a anche datori di lavoro, perpetuate in modo subdolo per mesi e addirittura anni. Solitamente sono le mura domestiche il teatro di questi orrori dove la donna subisce maltrattamenti morali, vessazioni, insulti più o meno sottili che vanno a danneggiare la loro mente annientandone e alterandone la personalità rendendola fragile, impaurita e insicura.
La violenza psicologica come abbiamo visto può assumere forme diverse tra cui anche una svalorizzazione della persona a livello economico facendola sentire inadeguata e completamente dipendente dall’uomo che detiene il potere, i soldi e il dominio totale.
A volte l’uomo colpisce gli affetti più cari di una donna quali i figli dicendogli che è una cattiva madre, limita il raggio d’azione impedendo alla donna di vedere o frequentare altre persone tra cui amici e familiari, facendole terra bruciata intorno e isolandola dal resto del mondo. A volte sono invece i silenzi colmi di rabbia e disprezzo alternati a parole pungenti ciò che mina l’autostima della vittima in modo costante nel tempo. Ci possono poi essere esplosioni di gelosia da parte di questi uomini che rendono la vita impossibile alle loro vittime, che si rinchiudono come bozzoli tra le mura di casa, casa che diventa per loro una vera e propria prigione.
L’uomo toglie alla donna qualsiasi possibilità di giudizio e di espressione, agendo sui suoi punti deboli e mettendo in dubbio le sue capacità di decisione. Ogni scambio relazionale all’interno della coppia si trasforma in un conflitto più o meno aperto, da cui la vittima ne esce quasi sempre sconfitta, destabilizzata e dominata in tutto dall’uomo che diventa il suo padrone indiscusso.
Le donne all’inizio si sforzano e tentano di essere comprensive, scusando il proprio uomo per amore. Successivamente pensano di essere le uniche a poterlo capire, arrivando a giustificare il male che l’uomo compie. Le donne imbrigliate in una relazione così deviata, manifestano il loro disagio facendo “parlare” il corpo attraverso vari sintomi quali spossatezza, apatia a cui spesso si associano disturbi dell’umore quali una depressione più o meno marcata.
Si può uscire da tutte queste brutture e torture psicologiche? Si può, si deve e anche in fretta.

A chi rivolgersi?

La paura deve lasciar il posto alla forza di reagire chiedendo aiuto agli altri, a chiunque possa aiutarci, un vicino, un conoscente, ecc… o telefonando al 1522, un numero utile messo a disposizione dal dipartimento per le pari opportunità, e successivamente raccontare senza vergogna quello che si sta subendo in modo da poter essere salvate e ritornare a vivere una vita sana e dignitosa. Oppure cercate il centro antiviolenza più vicino a casa consultando il sito direcontrolaviolenza.it.

[email protected]

http://www.unadonna.it/benessere/un-orrore-invisibile-la-violenza-psicologica/98770/22393638_miss-italia-ha-fatto-una-foto-contro-la-violenza-sulle-donne-1images (1)images

Che cosa è diventato il Movimento 5 Stelle?

Che cosa è diventato il Movimento 5 Stelle?

Varie volte, in questi giorni in cui toni e modi dei grillini sono sotto accusa, mi è capitato di leggere il ritornello: è sbagliato parlare di fascismo per via di qualche sciocchezza detta o fatta da pochemele marce. Ciò che conta è la forza propositiva del movimento, unica vera forma di opposizione in Italia. Tale ragionamento viene avanzato, di solito, dai tantissimi attivisti a Cinque stelle per bene, seri e animati da sincere intenzioni costruttive.

No, cari attivisti, è troppo semplice risolvere la questione in questo modo. Anzitutto, l’opposizione portata finora dal movimento cui partecipate è stata risibile e inconcludente. Ma non è questo il punto.

Il punto è che dovete chiedervi in quale parte dell’arco costituzionale voi, persone per bene, siete finiti a fare politica attiva. Un movimento che si caratterizza per un totale e ostentato controllo da parte dei suoi due leader, per l’immediata repressione di ogni forma di dissenso interno, per il manifesto disprezzo delle istituzioni e per la sua crescente tendenza anti-parlamentare, per le esplicite e reiterate pulsioni xenofobe, sessiste e razziste (non solo tollerate ma anche aizzate dal caposupremo), per i toni e il linguaggio estremi e volgari, per gli incitamenti sempre più frequenti alla violenza (soprattutto di genere), per lo squadrismo digitale (tempeste di insulti e di minacce rivolte con svizzera precisione a chiunque osi criticare il movimento, dall’interno o dall’esterno), per le liste di proscrizione dei giornalisti non amici, per il dileggio collettivo della cultura e degli intellettuali, per il rifiuto ostinato di ogni forma di complessità, e per la sbarazzina superficialità con cui viene liquidata la storia recente del nostro paese.
Un movimento in cui la grandissima maggioranza dei partecipanti non batte ciglio né prova la benché minima forma di preoccupazione nella lettura di decine e decine di commenti che incitano alla violenza sessuale sulla pagina Facebook del capo, o nel veder diventare virali sui social network foto che mostrano il rogo dei libri scritti dal dissidente di turno.

Ecco, un movimento così è, oggi, la casa naturale dei fascisti. Perciò è logico che chi abbia delle tendenze fasciste voglia rifugiarsi lì.

E voi che siete persone per bene, serie e animate da sincere intenzioni costruttive non potete più ignorarlo. Ci sono momenti in cui bisogna prendere posizioni dolorose. Siete finiti nella casa naturale dei fascisti in un paese che il fascismo l’ha già rovinosamente sperimentato, neanche tanto tempo fa, e che sta attraversando la più dura crisi economica del dopoguerra. Siete in compagnia di tante, tantissime persone che sono, chi più, chi meno, portatrici di idee e di modi non democratici. Se questo non vi fa sentire a disagio, è il momento di porsi delle domande. Se tollerate, e omettete di stigmatizzare, il fascismo che sta fiorendo proprio accanto a voi, ne siete responsabili anche voi.

E con questo non voglio in alcun modo sostenere che dobbiate andare a parare a sinistra. Al contrario. I partiti di sinistra sono stati finora la più mortale delle delusioni, per me come per tanti di voi. Né penso che i tratti antidemocratici del movimento di Grillo debbano far passare in secondo piano l’eversione sistematica e organizzata dall’alto di cui è stato ed è tuttora portatore il berlusconismo. Anzi.  L’incapacità della sinistra, l’eversione berlusconiana e lo squadrismo grillino sono aspetti parimenti gravi della tragedia politica in cui è sprofondato il nostro paese.

A quale porta possano bussare oggi i delusi francamente non lo so. Al punto che, per la prima volta nella vita, ho smesso di considerare esecrabile l’astensione, e anzi provo la massima empatia per chi a votare proprio non ci riesce più. E anche per i tanti colleghi e amici che hanno i mezzi, il coraggio, e l’età per lasciare questo paese sempre più povero di speranza. Ma noi che rimaniamo, pur delusi, dobbiamo almeno riattivare i nostri anticorpi democratici, prima che sia tardi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/03/che-cosa-e-diventato-il-movimento-5-stelle/866703/download

Sopravvivere in Grecia: Gli effetti choc della crisi

Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea

Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.   Cena a lume di candela Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.   Migliaia di bambini senza vaccini Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”. Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.   La Grecia al timone dell’Ue Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione. Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld “Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sopravvivere-Grecia–b51e7c7b-2739-4d45-be8a-8ee9e485aa86.html?refresh_ce

“Besame Mucho” il nuovo romanzo di Carla Liberatore

Il nuovo libro dell’autrice e poeta aquilana è un forte atto d’accusa non solo verso la società retrograda, omofobica e maschilista degli anni ’80, ma è anche una cruenta riflessione sull’attuale sistema sociale del nuovo millennio che porta in sé numerosi cambiamenti ma che è ancora molto lontano da una profonda coscienza e dall’effettivo rispetto dell’umano.

Come nel genere dell’autrice stessa, il libro si articola in attimi di spensieratezza a tratti piuttosto infantile fino ad arrivare a quei deliri amorosi e comunque poetici di cui la sua vita è intrisa e li racconta con le migliori parole che l’emozione le comporta. Anche Besame Mucho, così come il suo primo romanzo: ‘Fra l’odio e l’amore’, narra di storie al margine, di quei pezzi di vita degli esclusi di coloro che per una ragione o per l’altra hanno vissuto in un modo borderline. La rabbia è spezzata dai tratti d’amore e l’amore è concluso con l’abbandono, ma all’autrice piacciono i lieto fine e dunque anche in questo ultimo romanzo si potrà tirare un sospiro di sollievo e un sorriso.

 

La peggiore delle miserie umane è l’ipocrisia delle regole. Non esiste religione, governo, dogma o illusione che possa far tacere l’onor dell’essere
Tratto da
‘Besame Mucho’
di Carla Liberatore
Teke Edizioni
(pubblicazione dicembre 2013)

Disponibile dal 7 gennaio in tutte le librerie italiane su ordinazione, oppure lo si può prenotare presso il sito www.tekeditori.com senza alcuna spesa di spedizione. Basta contattare la casa editrice dal sito e ordinarne la copia.

 

INTRODUZIONE
Besame Mucho”, titolo di una famosa e struggente canzone d’amore degli anni ’50 che si ripropone nella magia delle sue note accompagnando a tratti la vita di due ragazzine quindicenni che si incontrano negli anni ’80 e come tutte le adolescenti percorrono i loro passi a volte fuggendo e a volte affrontando la vita. Si perdono per rincontrarsi dopo 25 anni senza che nessuna delle due abbia dimenticato l’altra. Tutto inizia con la loro incessante e insaziabile ricerca d’amore, amore che si offrono senza prenderlo. Invase dai sentimenti e dalle emozioni le loro adolescenze fioriscono, muoiono e rifioriscono, fra il cemento grigio e la grettezza istituzionale di una città di provincia. Combattive, ribelli e impaurite cercano la loro chiave per vivere che trovano definitivamente solo dopo un quarto di secolo. Vivono un’amicizia che pone le radici in una inconfessabile attrazione sessuale che svanisce non appena i corpi si avvicinano, da lì inizia la fuga di una delle due e il nascondersi nella vergogna dell’altra. Ciò dimostra come un amore non espresso possa tutto sommato trasformarsi in una profonda e indistruttibile amicizia. Il percorso è tracciato nelle parole di una lettera di Etta per Lory che prosegue il suo cammino nel vagabondare fra le strade di una grande città fuggitiva da un amore perduto in gioventù. Nasce una lettera con parole conservate per 15 anni tenuta gelosamente in una tasca fra vesti di stracci. Risorge la loro amicizia quando Lory la ritrova ai piedi di una chiesa. Etta si racconta in passaggi di rabbia, amore e spiritualità, conversa con Lory denunciando quanto la società attuale sia umanamente improponibile e pone l’attenzione sull’umanesimo culturale. Le racconta i suoi deliri d’amore e ribellione avendo nel cuore la gratitudine e la commozione della loro amicizia che mai è terminata e che mai avrà fine. Le cornici che accompagnano il percorso sono composte da poche descrizioni e dai molti tormenti interiori di Etta, che a un certo punto della sua esistenza viene invitata da Lory a smetterla di fuggire e a riprendere in mano la propria vita per affrontare sé stessa, le sue paure, il suo presente e il suo passato. La magia termina in un limbo inaspettato.
Besame Mucho’ di Carla Liberatore
Edizioni Teke (dicembre 2013)

 

Chi è Carla Liberatore

Nasce a L’Aquila il 23 marzo del 1967 da padre partigiano e madre reduce dai bombardamenti di Roma durante la seconda guerra mondiale.

A soli 8 anni comprende di essere diversa dagli altri bambini della sua età perché con sua grande sorpresa capisce che le piacciono le sue compagne di scuola.

Rinnega la sua identità omosessuale fino a 27 anni ma solo due anni dopo l’accetta in maniera definitiva vivendola con serena tranquillità sotto gli occhi di tutti e senza alcuna vergogna verso sé stessa.

Vive una vita ai margini fin dall’adolescenza, additata, chiacchierata e spesso condannata dalla società provinciale che nulla vuole avere a che fare con personaggi scomodi come lei. Tutt’oggi, Carla Liberatore è considerata colei che è stata la prima donna lesbica attivista dichiarata e impegnata pubblicamente e socialmente nei diritti civili e umani in Abruzzo senza alcuna bandiera partitica.

La discriminazione e l’emarginazione la portano ad uno stato di completa povertà e solo grazie al suo coraggio al suo estro e alla sua creatività, unitamente agli espedienti imparati vivendo per la strada, riesce a mantenersi a stento a galla in una vita quasi normale.

A 32 anni diventa quasi giornalista, scrivendo per alcune testate che non le fanno apporre la firma sugli articoli proprio a causa di ciò che lei rappresenta in ogni senso sia sessuale e sia sociale.

Finalmente a 35 anni inizia a firmare articoli per la pagina locale di un quotidiano nazionale e nel dicembre del 2004 finisce di scrivere e si auto-pubblica il suo primo romanzo ‘Fra l’odio e l’amore’, definito il primo libro che narra esplicitamente di un amore lesbico, che sia mai stato pubblicato in Abruzzo e riscuote un enorme successo visto che non aveva alcun editore alle spalle e nessuna distribuzione se non quella diretta tramite internet o con il passaparola, alla fine, il testo, ha venduto qualcosa come più di 2000 copie.

Nell’anno 2004-2005 scrive il primo articolo di successo ‘Mondi Diversi’ pubblicato dalla redazione internet con cui aveva iniziato una collaborazione e poi ripreso da decine di altri siti a tema omosessuale e diviene l’articolo più letto del web, con più di 300mila letture.

Sempre nell’anno 2004-2005 arriva seconda al primo concorso letterario a cui ha partecipato, indetto dall’editore Malatempora, di cui alla giuria Jessica Rabbin famosa autrice di discussi testi che tanto fecero scalpore fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, con un racconto breve, poi pubblicato su di un libro raccolta del concorso.

Nel 2004 fonda il primo gruppo di aspiranti giornalisti per i diritti civili e umani (Gaya Cronisti senza Frontiere), coi quali edita un giornale web dedicato ad una nutrita mailing list con più di 10mila lettori. Il giornale andrà avanti fino al marzo del 2009, poi interrotto a causa del terremoto di L’Aquila.

Nei 5 anni intercorsi in cui Carla ha ideato Gaya CsF, si sono unite tante anime di ragazzi gay, lesbiche e transessuali intorno a lei fino a formare il primo gruppo di attivisti nella città aquilana, in particolare formato da ragazze della sua età o di poco più giovani. Il gruppo in seguito si unirà all’esperienza associativa di Arcigay e Arcilesbica.

Nel 2005-2006 partecipa al secondo concorso letterario, indetto dalla redazione del sito Fuori Spazio, di cui alla giuria la famosa scrittrice Barbara Alberti, arrivando prima a pari merito con altri tre autori.

Fra il 2005 e il 2006 decide di dedicarsi solo ed esclusivamente al giornalismo del web e inizia numerose collaborazioni con varie testate giornalistiche minori, ma nel contempo impronta altre collaborazioni importanti con redazioni televisive di programmi molto popolari a livello nazionale.

Nel gennaio del 2007 con il suo gruppo di attivisti-cronisti, fonda il primo Arcigay in Abruzzo, a L’Aquila, intitolato al compianto scrittore, giornalista e storico gay attivista – Massimo Consoli – con il quale marchio associativo inizia una serie di fortunate attività che riscuotono l’attenzione di vari media locali e nazionali e nel giugno del 2008 ‘espugna’ il castello cinquecentesco di L’Aquila celebrando in loco i primi matrimoni gay simbolici della storia italiana. Evento che riscosse un enorme successo di stampa nazionale, locale ed estera.

Fra il 2007 e il 2009, Carla Liberatore inizia una fortunata attività di uffici stampa per lo spettacolo, la politica, l’associazionismo e per conto di personaggi famosi e meno famosi, attività che porta ancor oggi avanti unitamente alla pubblicazione aperiodica di alcuni suoi articoli per conto di vari siti internet.

Nel 2009 con il gruppo di ragazzi e ragazze di Arcigay L’Aquila, fu uno dei primi a dare l’allarme a causa dello sciame sismico che poi purtroppo sfociò nella tragedia del 6 aprile. Il gruppo Arcigay di L’Aquila fu fra i primi a prestare soccorso nei minuti immediatamente successivi alla tragedia essendo stati loro stessi i primi ad organizzarsi per qualunque evenienza. In seguito i ragazzi e ragazze di Arcigay e Carla Liberatore prestarono la loro opera di volontari nelle tendopoli e negli alberghi dove venivano accolti i concittadini aquilani. Le attività di sociali con la bandiera di Arcigay L’Aquila furono interrotte dal 2009 al 2012 ma sono proseguite in questi tre anni con l’adesione dei ragazzi e ragazze alle numerose iniziative post terremoto.

Nei tre anni trascorsi in esilio sulla costa abruzzese, Carla Liberatore ha contribuito alla nascita di altri comitati Arcigay nelle provincie della regione e alla nascita del gruppo di Arcilesbica regionale e nel settembre del 2009 ha realizzato la seconda manifestazione di matrimoni gay simbolici in Italia, nella zona di Pineto in provincia di Teramo. Manifestazione che riscosse notevole successo di pubblico e mediatico, evento in cui vennero sposate due coppie di giovani ragazzi gay e una coppia di giovanissime ragazze lesbiche.

A livello giornalistico, nel 2011, Carla Liberatore partecipa al concorso indetto dalla Comunità Europea per la sezione ‘Giornalismo per i Diritti Civili e Umani’, piazzandosi al 35esimo posto fra decine di migliaia di scritti e sempre nello stesso anno forma lo staff di Cosmo Social Media da cui il sito e la pagina Facebook di AGS Cosmo, sito poi chiuso per mancanza di fondi e riaperto sotto forma di blog quasi due anni dopo.

Nel 2012 a ritorno dall’esilio post sisma, l’autrice aquilana ha fatto ripartire le attività di Arcigay L’Aquila ricominciando dai giovani e giovanissimi, con il prezioso apporto del responsabile del gruppo giovani, Leonardo Dongiovanni, diventato in seguito il Segretario rappresentante dell’associazione, con il quale ha realizzato il primo Festival Nazionale dei Diritti Civili e Umani.

Durante tutto il 2013, Carla Liberatore ha iniziato a dedicarsi solo alla sua attività lavorativa di giornalista free lance mai iscritta all’albo, a continuare a scrivere il suo terzo romanzo e a pubblicare il secondo ‘Besame Mucho’ grazie alla casa editrice Teke di Roma e ha partecipato al concorso per poesia intitolato ad Alda Merini, piazzandosi fra i primi 13 autori emergenti dell’anno.

Oggi Carla Liberatore si dedica all’attività di uffici stampa con la quale sta apportando nuovi progetti di sviluppo e occupazione sia a livello cittadino che regionale, alla stesura del suo terzo romanzo e alla sua amatissima compagna di vita; avendo così ceduto definitivamente lo scettro delle attività sociali di Arcigay L’Aquila all’amato nipote adottivo, Leonardo Dongiovanni.

Carla Liberatore ha 46 anni e parecchi acciacchi di salute, ma porta in sé l’orgoglio e la fierezza di chi sa di aver compiuto nonostante tutto e tutti, quello che di meglio una persona può fare nella sua vita, dedicandosi a degli ideali sociali senza falsi idealismi politici e personali e mossa solo dalla disperazione di una rabbia intrinseca che aveva un’urgente necessità di manifestarsi in modo più costruttivo possibile e intende continuare a mantener fede alla promessa fatta nel primo libro che è quella di dare voce a chi è stato ammutolito dall’emarginazione e dalla violenza della discriminazione, attraverso i suoi scritti, i suoi racconti, le sue poesie, i suoi romanzi e i suoi articoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palla di fuoco sui cieli di Capoterra Le segnalazioni dei cagliaritani

Sono diversi i testimoni che, stamattina intorno alle 9.30, hanno visto attraversare il cielo da quella che hanno descritto come “una palla di fuoco”. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI VIDEOLINA

Il pensiero è andato a quanto accaduto lo scorso febbraio in Russia, quando un grosso asteroide era esploso a poca distanza dal suolo; il fenomeno osservato in Sardegna però, se dovessere essere confermato, è stato di portata molto inferiore e, apparentemente, senza alcuna conseguenza.

Le segnalazioni, intorno alle 9.30 di questa mattina, sono arrivate da Cagliari. Chi a quell’ora percorreva il lungomare Poetto, proveniente da Quartu, ha potuto notare una sorta di meteora che, in una frazione di secondo, ha disegnato una traiettoria obliqua discendente fino a scomparire all’orizzonte dietro i monti di Capoterra.

L’oggetto non avrebbe lasciato nessuna traccia in cielo e non sarebbe stato sentito alcun rumore di schianto o visto del fumo, conseguenza di un ipotetico impatto al suolo. Alcuni hanno segnalato il fenomeno ai vigili del fuoco ma non è stata verificata nessuna necessità di intervento, neanche da parte del centro operativo della protezione civile e dell’antincendio regionale mentre la Capitaneria di Porto esclude la presenza di razzi di segnalazione di qualche imbarcazione.

Resta da capire di cosa si sia trattato.

Secondo gli esperti, per essere visibile in pieno giorno, un meteorite che attraversa la nostra atmosfera deve avere dimensioni ragguardevoli e non è possibile che non abbia lasciato traccia. Non sarebbe da escludere, invece, la possibilità della caduta di uno dei tanti detriti di satelliti o razzi spaziali che ruotano intorno alla terra e che ogni tanto precipitano. Potenziamente molto più pericolosi dei meteoriti sono oggetto di un progetto di monitoraggio in fase di realizzazione da parte dell’Agenzia Spaziale Europea.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/23/palla_di_fuoco_nei_cieli_di_capoterra_le_segnalazioni_dei_cagliaritani-6-347013.html

Le cose che nessuno vi dice: l’argento colloidale, il migliore tra gli antibiotici e peraltro senza effetti collaterali

Le cose che nessuno vi dice: l’argento colloidale, il migliore tra gli antibiotici e peraltro senza effetti collaterali

argento colloidaleL’argento è un potente antibiotico naturale usato per migliaia di anni. Le proprietà mediche dell’argento erano già conosciute ai tempi dell’antica Grecia. Si era notato che nelle famiglie in cui si mangiava utilizzando utensili in argento, ci si ammalava difficilmente e le infezioni erano rare. Questa conoscenza si è tramandata tra Re, Imperatori, Zar,

Sultani, tra i loro familiari e tra i membri di corte. Si mangiava su piatti d’argento, si bevevo da coppe d’argento, si utilizzavano posate in argento, il cibo veniva conservato in contenitori d’argento e, nel tempo, delle piccole quantità d’argento si mescolavano ai cibi. Dopo una o due generazioni, i benefici dell’argento rendevano praticamente immuni a qualsiasi malattia infettiva. Questi lignaggi reali venivano chiamati “Sangue blu” per la caratteristica tinta bluastra del loro sangue dovuta alle tracce minime di argento puro. La comune gente dal sangue rosso, invece, mangiava da piatti di terracotta utilizzando utensili di ferro e si ammalava spesso, mente i reali non erano soggetti amalattie infettive, addirittura fin dal concepimento. L’Argento Colloidale veniva utilizzato comunemente in America dalla fine del 1800 sino al 1938 e veniva prescritto per una grande varietà di malattie e infezioni. A suo tempo non era disponibile nessuno degli antibiotici in uso oggi e l’Argento Colloidale era utilizzato praticamente per tutto.
Jim Powel scrisse nella rivista Science Digest (marzo 1978) :
“Grazie ad illuminate ricerche, l’argento sta emergendo come una meraviglia della moderna medicina. Un antibiotico può eliminare FORSE una mezza dozzina di organismi nocivi, mentre l’argento ne uccide circa 650. Non si sviluppa resistenza. Inoltre l’argento è praticamente non tossico”
L’Argento Colloidale è atossico per mammiferi, rettili, piante e tutte le forme di vita che non siano monocellulari. Per le forme di vita primitive come microrganismi, l’argento è tossico come i più potenti disinfettanti chimici. Non c’è alcun organismo nocivo che possa vivere in presenza di anche minuscole tracce di semplice argento metallico. Le forme di vita monocellulari utilizzano infatti dei processi chimici diversi: il metabolismo dell’ossigeno. Ed è questa la loro debolezza. La semplice presenza dell’Argento Colloidale in prossimità di qualsiasi virus, fungo o batterio patogeno monocellulare, andrà a interromperne il metabolismo enzimatico dell’ossigeno, anche detto polmone chimico, causandone soffocamento e morte nell’arco di sei minuti; a quel punto il sistema immunitario, quello linfatico e depurativo si occuperanno dell’espulsione. Tutti gli altri antibiotici di sintesi sono efficaci soltanto su cinque o sei tipi di germi, sempre che un particolare ceppo non sia diventato resistente. Ci sono casi di germi che hanno sviluppato resistenza a tutti gli altri antibiotici mentre, in sei minuti, l’Argento Colloidale debella qualsiasi germe monocellulare. Il funzionamento dell’Argento Colloidale è così veloce che l’agente patogeno non ha il tempo di mutarsi in un ceppo resistente. Non si è a conoscenza di alcun agente patogeno, o suo ceppo derivato, che sia mutato in una forma resistente all’argento in varie migliaia di anni. Il tempo necessario alla più veloce delle divisioni cellulari supera abbondantemente i 6 minuti in cui l’Argento Colloidale elimina qualsiasi forma di vita monocellulare che sia vegetale o animale e, pertanto, non è possibile che si sviluppi un ceppo resistente.
Abbiamo riscoperto che l’argento elimina i batteri, un fatto noto da secoli… ma con la scoperta degli antibiotici gli usi dell’argento come antibiotico sono stati abbandonati.- Dr. Robert O. Becker, M.D.
I benefici iniziano ad una settimana dall’inizio dell’assunzione; dal settimo giorno l’Argento Colloidale si accumulerà nei tessuti in una concentrazione minima che va da cinque a sette parti per milione (5-7 ppm). Questa è la concentrazione efficace minima. I tessuti del corpo in cui è presente l’Argento Colloidale in una quantità che va da 5 a 7 parti per milione (5-7 ppm) saranno liberi da virus, funghi e batteri.
L’Argento Colloidale è l’unico antibiotico conosciuto che elimina tutti i tipi di virus, funghi e batteri. L’Argento Colloidale è altresì l’unico antibiotico totalmente innocuo per il corpo. E’ un rimedio per le infiammazioni e per le infezioni, aiuta a rinforzare le naturali difese del corpo (quando preso giornalmente), è efficace contro parassiti, infezioni, influenza, fermentazione.
Tra gli usi documentati del trattamento dell’argento: acne, artrite, ustioni, avvelenamento del sangue, cancro, candida albicans, congiuntivite, cistite, difterite, diabete, dissenteria, eczema, fibrosi, gastrite, herpes zoster, impetigine, infiammazione della cistifellea, infezioni da lieviti, infezioni oftalmiche, infezioni dell’orecchio, infezioni alla prostata, infezioni da streptococchi, influenza, problemi intestinali, leucorrea, reumatismi, riniti, seborrea …
Può essere preso per via orale, messo su una garza o cerotto e applicato direttamente su tagli, graffi, ferite aperte, ustioni, porri e verruche o usato su acne, eczema e irritazioni della pelle. Si possono fare gargarismi, mettere gocce negli occhi, utilizzare per irrigazioni vaginali, anali. Non si conoscono effetti collaterali o tossicità.
Inoltre l’Argento Colloidale depura l’acqua in modo eccellente (uno o due cucchiaini di Argento Colloidale per ogni 4 litri di acqua).
L’Argento Colloidale agisce cataliticamente e pertanto non reagisce chimicamente con i tessuti del corpo. Va ad influenzare i tempi o l’insorgere di una reazione che potrebbe ancora non essersi manifestata o che si sarebbe manifestata in modo diverso in assenza di questo catalizzante. Assumere giornalmente l’Argento Colloidale è come avere un secondo sistema immunitario. Allevia il carico del naturale sistema immunitario corporeo ed è efficace nel debellare le tante infezioni presenti nel corpo.
Il termine colloide d’argento indica una soluzione di particelle finissime di argento puro in sospensione in acqua distillata. Le particelle di argento hanno dimensioni inferiori a 0.005-0.015 micron. Gli ingredienti utilizzati sono: Acqua purificata, de-ionizzata, distillata, neutralizzata, bilanciata con strutture piramidali, con memoria zero. Ag puro 99.9999. Non è utilizzato alcun additivo chimico. L’utilizzo di acqua vibrazionale ne accresce moltissimo l’efficacia e ne espande il campo di utilizzo.
La dose consigliata è una quantità pari a due cucchiaini al giorno, ma non si deve mai usare cucchiai o utensili in metallo in quanto il prodotto non deve venire a contatto con metalli. L’Argento Colloidale va conservato nella confezione di acquisto (bottiglia di vetro scuro), lontano da apparecchiature elettriche. Non refrigerare e non congelare. Deve stare riparato dalla luce.
CHI USA L’ARGENTO COLLOIDALE?
– In Canada, Svizzera ed USA i medici utilizzano vari tipi di argento per curare molteplici infezioni.
– Negli USA l’argento è usato nella chirurgia delle ossa.
– Naturopati e Omeopati usano l’Argento colloidale per il 70% degli ustionati gravi.
– Anche nella Medicina Cinese, nell’Ayurveda e nell’omoepatia i terapeuti usano regolarmente l’argento nei loro trattamenti.
– In Svizzera i biochimici stanno studiando la capacità dell’Argento di interrompere la replicazione delle cellule HIV (AIDS) nei vari stadi.
– La NASA utilizza un sistema di purificazione dell’acqua con argento sugli space shuttle, la stessa cosa la fanno i russi.
– Le compagnie aeree Air France, Alitalia, British Airways, Canadian Pacific, Japan Air Lines, KLM, Lufthansa, Olympic, Pan Amaro Svedese, SAS e Swissair utilizzano filtri d’acqua in argento per circroscrivere le infezioni batteriche.
– L’argento viene utilizzato spesso nelle piscine al posto del cloro (che comunque si è dimostrato tossico!).
– Aziende giapponesi usano l’Argento per rimuovere assido cianidrico e nitrico dall’aria.
Non esistono effetti collaterali all’uso dell’argento colloidale, ma E’ MOLTO IMPORTANTE aggiungere in contemporanea all’alimentazione, fermenti lattici per compensare la distruzione di batteri simbionti.
E’ molto importante notare che, a differenza dell’antibiotico tradizionale, l’argento non indebolisce il sistema immunitario ma, al contrario, lo rinforza. Questi dati scientifici sono stati ottenuti negli USA e sono reperibili tramite motore di ricerca su innumerevoli siti Internet.
fonte: http://www.alkaemia.it/alkaemia_parla_antibiotico.php